CGIL Venezia: le risorse tornino a chi lavora, a chi ha una pensione bassa e a chi vive ogni giorno il disagio del turismo.
CGIL Venezia: le risorse tornino a chi lavora, a chi ha una pensione bassa e a chi vive ogni giorno il disagio del turismo.
Continuano negli ospedali e nelle strutture sanitarie del Veneto episodi di aggressione, violenza e, in alcuni casi, vere e proprie devastazioni degli ambienti di lavoro.
Nella provincia di Venezia 15.598 persone con almeno 85 anni vivono sole: rappresentano il 48,8% dei grandi anziani che vivono in casa. In pratica, quasi una persona su due nella fascia di età più avanzata deve affrontare senza conviventi anche i periodi di caldo estremo.
L'estate 2026 resterà nella memoria non solo per i flussi turistici e le temperature da record, ma anche per le condizioni inaccettabili in cui migliaia di lavoratrici e lavoratori della provincia di Venezia sono stati costretti a operare.
Nel corso dell'incontro tenutosi oggi al tavolo regionale, è stata rappresentata a CGIL, CISL e UIL l'ipotesi di 25-30 esuberi complessivi tra CVN e Thetis, nell'ambito della crisi del sistema MOSE. Una comunicazione che le organizzazioni sindacali respingono totalmente.
Le organizzazioni sindacali CGIL Venezia, FILCTEM CGIL, FILT CGIL, FIOM CGIL e FLAI CGIL hanno inviato una lettera all'Ente Zona Industriale di Venezia, all'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, ad ARPAV, all'Azienda ULSS 3 Serenissima e al Comune di Venezia