Non possiamo fare altro che cogliere con favore l’annuncio della Regione Veneto relativo al riparto di oltre 5 milioni di euro destinati al rinnovo ecologico del parco autobus della Città Metropolitana di Venezia.
Ogni investimento rivolto alla sostenibilità ambientale, alla modernizzazione dei mezzi e al miglioramento della qualità dell'aria rappresenta una notizia positiva per la collettività e per i passeggeri.
Come FILT CGIL tuttavia intendiamo richiamare le istituzioni regionali e locali a una riflessione sulla realtà: acquistare nuovi autobus non basta se poi mancano le persone per guidarli - dichiarano Alessio Bianchini, Segretario FILT CGIL Venezia e Andrea Scarpa, Coordinatore Trasporto Pubblico Locale FILT CGIL Venezia.
Da tempo il settore del Trasporto Pubblico Locale versa in una grave crisi strutturale legata al reperimento e alla fidelizzazione del personale. I bandi di selezione continuano ad andare deserti, o ricevono un numero di adesioni ampiamente insufficiente, perché la professione di conducente è diventata sempre meno attrattiva a causa di retribuzioni non adeguate al costo della vita e di condizioni lavorative sempre più gravose.
L'equazione è semplice: senza interventi concreti sul piano contrattuale, i nuovi mezzi a basse ed azzerate emissioni rischiano di rimanere fermi nei depositi. La risposta alle carenze d'organico non può essere costantemente il taglio delle corse, un ripiego che penalizza i cittadini, impoverisce il servizio e aumenta la pressione su chi è già in servizio.
Riteniamo quindi fondamentale che la politica affianchi agli investimenti sui mezzi un piano strutturale di risorse per il lavoro. Serve un impegno economico preciso e costante volto a rafforzare la parte economico-normativa dei contratti, rendendo la professione attrattiva e dignitosa. Solo garantendo stipendi adeguati, sicurezza e tutele lavorative sarà possibile reclutare i lavoratori necessari a sostenere un servizio pubblico davvero moderno ed efficiente.
Ci teniamo - concludono Bianchini e Scarpa - a ricordare quanto sia urgente che la Regione Veneto e gli enti locali inizino a mettere al centro dell'agenda politica non solo (e giustamente) la transizione ecologica dei mezzi, ma anche la dignità del lavoro e il futuro del servizio pubblico locale.



