La situazione produttiva e occupazionale nel Distretto della Calzatura della Riviera del Brenta ha raggiunto un punto di non ritorno.
Da ormai tre anni il comparto versa in una crisi profonda e strutturale che non accenna a rientrare, sgretolando giorno dopo giorno un tessuto economico e sociale che per decenni ha rappresentato un’eccellenza manifatturiera e un motore di benessere per l’intero territorio veneziano.
In questi mesi, il ricorso agli ammortizzatori sociali è diventato l’ordinaria amministrazione: una soluzione tampone quotidiana che, pur fornendo un riparo temporaneo, sta progressivamente erodendo il potere d’acquisto dei lavoratori e delle lavoratrici, stretti tra stipendi decurtati dalla cassa integrazione e un costo della vita in costante aumento.
L’emblema di questo dramma diffuso si sta consumando in queste ore a Fossò, dove si prospetta la chiusura di un’importante e storica azienda del territorio. Nonostante tutte le strade siano state tentate e ogni margine di trattativa sia stato esplorato con il massimo impegno da parte sindacale e delle rappresentanze territoriali, non è stato possibile governare la crisi e scongiurare l’impatto della decisione aziendale.
Oggi rimangono aperte solo due opzioni d’emergenza: la richiesta della Cassa Integrazione Guadagni per Cessazione, per garantire una minima copertura economica immediata, e il passaggio formale presso l’Unità di Crisi della Regione Veneto. L’obiettivo prioritario ed essenziale deve essere quello di intercettare nuovi investitori industriali capaci di subentrare, reindustrializzare il sito e salvaguardare il futuro di circa cento famiglie che rischiano di rimanere da un giorno all’altro senza reddito.
Come Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL della provincia di Venezia esprimiamo forte e profonda preoccupazione per la tenuta dell’intera Riviera del Brenta. Non siamo di fronte a una semplice congiuntura sfavorevole, ma a un ridimensionamento che rischia di disperdere irrimediabilmente un “saper fare” artigianale unico al mondo e di impoverire intere comunità.
Per queste ragioni, le Segreterie Territoriali chiedono con forza e unitariamente:
- Attivazione urgente dell’Unità di Crisi Regionale: un impegno straordinario e tempestivo delle istituzioni venete per coordinare la ricerca di soluzioni industriali e di soggetti terzi interessati a rilevare le attività e il personale di Fossò.
- Tutela e continuità del reddito: la massima garanzia e celerità nell’attivazione di tutti gli strumenti di integrazione salariale a salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
- Un Tavolo di Distretto Permanente: l’apertura immediata di un confronto istituzionale di ampio respiro coinvolgendo le associazioni datoriali, la Regione e i Comuni della Riviera per definire una vera politica industriale di rilancio del settore calzaturiero, evitando che la gestione della crisi continui a gravare unicamente sulle spalle dei lavoratori.
Filctem, Femca e Uiltec rimarranno al fianco delle maestranze in tutte le sedi di confronto e sono pronte a mettere in campo ogni iniziativa di mobilitazione necessaria per difendere il lavoro, la dignità e il futuro della Riviera del Brenta.
Le Segreterie Territoriali Venezia – FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL



