Rapporto Save the Children: trasporti, spazi pubblici e cultura per rilanciare le aree di disagio

Il rapporto nazionale di Save the Children “I luoghi che contano” offre per Venezia una fotografia importante delle condizioni vissute da molti adolescenti nelle aree urbane più fragili.

Un quadro che parla di disuguaglianze educative e sociali profonde, ma anche della necessità di investire nei territori, nei servizi e nelle opportunità per le nuove generazioni.

Le aree di disagio socio economico urbano del veneziano comprendono alcune zone di Marghera, della Venezia insulare e di Mestre. Rispetto alle altre città capoluogo si evidenzia il maggior divario in termini di dispersione scolastica e un altissimo numero di NEET rispetto alle altre città del centro nord.

Dal documento emerge con chiarezza come i giovani chiedano innanzitutto cose semplici e concrete: trasporto pubblico accessibile, spazi di aggregazione, sport, biblioteche, cultura, aree verdi, illuminazione e sicurezza. Richieste che parlano direttamente alla frammentata realtà territoriale veneziana.

Riteniamo necessario - dichiarano Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia e Edina Kadic, Segretaria generale FLC CGIL Venezia - che questi temi entrino stabilmente nell’agenda politica e amministrativa della città. Non bastano operazioni di facciata: servono investimenti continuativi nella scuola pubblica, nei servizi educativi, nei centri culturali e negli spazi sociali aperti ai giovani. 

Il rapporto di Save the Children evidenzia inoltre un tema troppo spesso ignorato: il divario, in termini di opportunità, che colpisce chi cresce nei quartieri popolari o nelle aree considerate marginali. Contrastare questa narrazione è fondamentale. Le periferie non sono soltanto luoghi di difficoltà, ma territori ricchi di relazioni, multiculturalità, solidarietà e partecipazione.

Un mese fa abbiamo presentato un documento ai candidati sindaco del Comune di Venezia in cui chiedevamo proprio di partire da una città a misura di bambini e giovani. Una città che metta al centro trasporto, verde e spazi pubblici, oltre ai servizi educativi e agli asili nido gratuiti. Per evitare che la città si muova in due tempi, è urgente investire nella scuola, nell’opportunità di trovare un lavoro di qualità e negli spazi urbani.