Si è tenuta oggi, lunedì 8 giugno, l'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di Thetis, CVN, Comar e Autorità per la Laguna. Il messaggio emerso con chiarezza è che non può essere un problema burocratico e istituzionale a mettere a rischio la salvaguardia di Venezia, il funzionamento del MOSE e i posti di lavoro di centinaia di persone.
A oltre quattro mesi dal blocco del trasferimento delle risorse dal Provveditorato alle Opere Pubbliche all'Autorità per la Laguna, la situazione continua a rimanere senza risposte concrete. Una condizione che rischia di compromettere non solo la continuità delle attività operative e manutentive, ma anche il futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
Non è accettabile che un'infrastruttura strategica per la vita di Venezia e della sua Laguna venga paralizzata da un problema di trasferimento delle risorse che da mesi attende una soluzione. I lavoratori stanno continuando a garantire con responsabilità il funzionamento del sistema e la salvaguardia della città, mentre le istituzioni non sono ancora riuscite a sciogliere un nodo che rischia di avere conseguenze gravissime sul piano operativo e occupazionale - dichiarano Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia; Michele Zanocco, Segretario generale CISL Venezia; Giuliano Gargano, Coordinatore provinciale UIL Venezia.
Le lavoratrici e i lavoratori, dopo anni in cui le istituzioni hanno scaricato su di loro il peso delle incertezze e dei ritardi, continuano a dimostrare senso di responsabilità e professionalità, garantendo ogni giorno la salvaguardia della laguna, il funzionamento e la manutenzione del MOSE. Di fronte a questo impegno viene però nuovamente messa in discussione la continuità lavorativa di chi in questi anni ha sviluppato competenze e conoscenze indispensabili per la gestione di un'infrastruttura strategica per il Paese.
L'assemblea ritiene inaccettabile che il rischio di blocco delle attività e dei sollevamenti del MOSE, già prospettato nelle scorse settimane, continui a incombere per effetto di un cortocircuito burocratico che le istituzioni competenti non sono ancora state in grado di risolvere. Al tempo stesso permane la forte preoccupazione per il futuro di Thetis e per la tenuta complessiva del percorso di salvaguardia occupazionale costruito negli ultimi anni.
Per queste ragioni l'assemblea ha proclamato lo stato di agitazione e ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di mettere in campo ulteriori iniziative di mobilitazione, chiedendo ancora una volta alle istituzioni competenti di assumersi le proprie responsabilità e di intervenire immediatamente per garantire le risorse necessarie, la continuità delle attività e la tutela di tutti i posti di lavoro.
La salvaguardia di Venezia e della sua laguna non può essere ostaggio di ritardi amministrativi e scaricabarile istituzionali. Se non arriveranno risposte rapide e concrete, la mobilitazione proseguirà e verranno valutate ulteriori iniziative a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e di un'infrastruttura strategica per il Paese. Il primo passo sarà l'incontro urgente che abbiamo chiesto al Prefetto. Non si può continuare a giocare con il futuro occupazionale di centinaia di persone e con la sicurezza della città - concludono Giordano; Zanocco e Gargano.



