Legge speciale: servono risorse per la tutela, ma anche una legge speciale per il lavoro e la residenza

La legge speciale per Venezia va rivista. Servono risorse certe per la tutela della città, della laguna e del suo patrimonio, ma non basta:

serve una vera legge speciale per il lavoro e per la residenza - dichiara Daniele Giordano, Segretario Generale della CGIL di Venezia.

Venezia non deve affondare nelle acque, ma non può più nemmeno affondare nella precarietà lavorativa e nella precarietà di vita di migliaia di persone che non trovano una casa o rischiano di perderla. Una città che si svuota di chi ci lavora e ci abita non si salva con le sole opere di difesa: si salva se resta una città viva, abitata, con lavoro stabile e di qualità.

La CGIL chiede al Sindaco di convocare un tavolo con tutte le parti sociali della città: sindacati, associazioni di categoria, mondo produttivo, università e terzo settore.

Per convincere il Governo a dare a Venezia le risposte che merita serve un sostegno ampio e trasversale, che parta da qui, da chi la città la vive ogni giorno.

Se davvero si ha a cuore Venezia e il suo futuro, serve un percorso che arrivi fino in fondo e che metta al centro anche le lavoratrici e i lavoratori che fanno vivere la città, nel turismo, nella sanità, nei servizi pubblici, nell’industria di Porto Marghera.

Senza di loro non c’è futuro per Venezia, e una legge speciale che non parli di lavoro e di residenza sarebbe una risposta incompleta.

La CGIL di Venezia è pronta a fare la propria parte, con proposte e un confronto costruttivo. Auspichiamo che il Sindaco voglia costruire un fronte ampio su questo.