InvestCloud: incontro negativo, l'azienda non ritira i licenziamenti

L’incontro odierno in merito alla procedura di licenziamento avviata da InvestCloud si è concluso con un esito negativo.

L’azienda, infatti, si è dichiarata indisponibile a ritirare i licenziamenti, confermando la scelta di chiudere il sito di Marghera nonostante non emerga alcuna crisi produttiva o industriale della sede veneziana.

Ci troviamo di fronte a una posizione grave e inaccettabile - dichiara Michele Valentini, Segretario generale Fiom Cgil Venezia - perché l’azienda ha ribadito la volontà di andare avanti con la chiusura e con i licenziamenti, senza mostrare alcuna apertura a soluzioni alternative. Siamo di fronte a una decisione che non nasce da una crisi del sito di Marghera, né da una mancanza di risultati, ma da una precisa scelta di trasferire altrove l’attività.

Ci siamo trovati davanti ad una narrazione oggi che ha provato a negare il legame con l’intelligenza artificiale, un tentativo maldestro di modificare le motivazioni del licenziamento quando sono del tutto evidenti nella lettera inviata ai lavoratori.

Secondo Fiom Cgil Venezia, l’azienda oggi prova a giustificare questa decisione come una mera strategia industriale. In realtà, siamo davanti all’ennesima scelta di dislocare altrove attività e produzione, senza tenere in alcuna considerazione le professionalità presenti, le competenze costruite in questi anni e i risultati raggiunti dalle lavoratrici e dai lavoratori del sito di Marghera.

L’Azienda dopo essere stato acquisita, nel 2021 dalla Investcloud, nonostante i ridimensionamenti ha confermato anche nel 2024 un bilancio positivo e adesso pur confermando la validità delle attività e della piattaforma tecnologica decide di chiudere.

Quello che emerge con chiarezza - prosegue Valentini - è che al momento non si raccoglie alcuna disponibilità da parte aziendale a discutere strade diverse da quelle già assunte. Questo rende ancora più evidente la unilateralità della scelta e la totale assenza di volontà di confronto vero sul futuro occupazionale delle persone coinvolte.

Come Fiom Cgil chiediamo l’immediato intervento dell’Unità di crisi della Regione Veneto, perché ancora una volta si scaricano sul territorio decisioni di chiusura aziendale che non appaiono sostenute da motivazioni reali, se non da una compressione del costo del lavoro, e questo perfino in un settore in crescita e ad alta qualificazione professionale. 

Per Fiom Cgil Venezia questa scelta è inaccettabile. Non si può consentire che un’azienda decida di abbandonare il territorio e disperdere competenze, occupazione e professionalità solo per inseguire logiche di riduzione dei costi, ignorando il valore del lavoro svolto e i risultati ottenuti.

La Regione deve attivare tutti gli strumenti possibili per chiedere all’azienda di rivedere questa decisione, aprendo un confronto vero che abbia al centro la salvaguardia dell’occupazione e la continuità produttiva del sito di Marghera.

Fiom Cgil Venezia ribadisce la propria contrarietà a una decisione che colpisce lavoratrici e lavoratori senza che vi siano ragioni riconducibili a una crisi reale del sito e conferma il proprio impegno a sostenere ogni iniziativa utile per contrastare i licenziamenti e difendere il lavoro.