FIOM e CGIL Venezia hanno partecipato oggi all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di InvestCloud, dove è emersa con tutta evidenza la gravità della procedura che coinvolge 37 licenziamenti.
Una vicenda che non riguarda solo il destino di decine di persone e delle loro famiglie, ma che rappresenta anche un segnale molto chiaro di come il tema dell’intelligenza artificiale può essere usato senza alcun controllo pubblico, senza trasparenza e senza regole certe.
Per questo chiediamo alle istituzioni, a partire dalla Regione - dichiarano Michele Valentini, Segretario generale FIOM CGIL Venezia e Daniele Giordano Segretario generale CGIL Venezia - di non limitarsi a frasi di circostanza o a chiedere atteggiamenti responsabili. Serve una presa di posizione chiara e netta su quanto sta accadendo, ci aspettiamo il sostegno e una posizione dura nei confronti dell’azienda.
La Fiom - continua Valentini - si presenterà all’incontro di giovedì prossimo chiedendo se ci sono alternative, se possono esserci possibili acquisizioni o soggetti interessati prima di dare per scontato che l’unica soluzione siano i licenziamenti.
Valuteremo con i lavoratori - prosegue Valentini - le proposte dell’azienda e le motivazioni concrete che stanno portando a questa scelta.
Quello che vogliamo denunciare come Fiom e Cgil - riprendono Valentini e Giordano - è che va evitato che l’intelligenza artificiale diventi il nuovo alibi per giustificare delocalizzazioni, esternalizzazioni e ristrutturazioni che nulla hanno a che vedere con una reale crisi industriale. Il rischio, altrimenti, è assistere alla chiusura o al ridimensionamento di aziende sane, con bilanci in crescita, come nel caso di InvestCloud.
Le nuove tecnologie, e in particolare le applicazioni dell’intelligenza artificiale pongono insieme opportunità e incertezze. Le opportunità esistono: una migliore organizzazione del lavoro, un possibile aumento della sicurezza, un incremento della produttività, oltre alla possibilità di sviluppare nuovi settori strategici anche nel nostro territorio.
Quello a cui stiamo assistendo a Marghera - concludono Valentini e Giordano - va nella direzione opposta e come sindacato non accetteremo in silenzio quello che sta avvenendo.



