L’inflazione nel nostro territorio ha un peso particolarmente elevato, legato anche alla struttura territoriale e al forte numero di spostamenti tra comuni e all’interno dell’area metropolitana.
L’ultimo dato direttamente diffuso dal Servizio Statistica del Comune di Venezia è quello di marzo 2026: nella città di Venezia l’indice NIC registra +1,4% rispetto all’anno scorso.
Nella variazione congiunturale (dunque rispetto al mese scorso) spicca in particolare l’aumento dei costi energetici (+5,3%), dei mezzi personali di trasporto e dei servizi di trasporto, dei costi di elettricità, acqua, gas e altri combustibili.
Confrontando marzo 2026 con marzo 2025, invece, emerge chiaramente l’aumento dei servizi finanziari (+7%), dei servizi di ristorazione (+4,9%), della protezione sociale (+4,5%), di beni e servizi per la manutenzione dell’abitazione (+4,5%), dei canoni di affitto (+3,6%). Per quanto riguarda i costi energetici, cala a doppia cifra il gas e del 5% l’elettricità, ma aumentano del 4,5% i combustibili liquidi e del 13,9% i combustibili solidi. In particolare, però, ad aumentare rispetto ad un anno fa sono i beni ad alta frequenza di acquisto (3,6%) e quelli a media frequenza (2,1%).
Per quanto riguarda gli spostamenti, i numeri Istat sul Comune di Venezia sono molto netti: gli ultimi dati indicano che ogni giorno si spostano per lavoro 95.311 persone e per studio 37.241 persone, per un totale di oltre 132 mila spostamenti sistematici quotidiani legati a lavoro e studio.
Sul versante provinciale, la fotografia Istat sul pendolarismo conferma la stessa situazione su scala più larga. Nel Veneto si spostano quotidianamente per studio o lavoro 2.690.173 persone, pari al 55,1% della popolazione residente. Per la provincia di Venezia, la composizione degli spostamenti mostra che il 53,7% avviene all’interno dello stesso comune di dimora abituale e il 46,3% fuori dal comune; inoltre il 71,4% degli spostamenti è per lavoro e il 28,6% per studio. È un dato molto importante: quasi metà degli spostamenti provinciali oltrepassa i confini comunali, quindi l’aumento di carburanti, bollette e costi del trasporto non colpisce in modo marginale, ma entra direttamente nella spesa obbligata di decine di migliaia di famiglie.
Simulando alcuni tragitti interni alla provincia con un’auto diesel con consumi medi, con un aumento del diesel di 0,34 centesimi al litro (da 1,75€ a 2,09€ al litro), per 22 giorni di lavoro, si ottengono aumenti mensili dei costi che possono superare i 50€ al mese. Cifre che riportate alle spese annuali di una famiglia non lasciano indifferenti, considerando che già oggi una famiglia spende oltre 200€ all’anno anche per il trasporto scolastico.
Il quadro politico che ne esce è chiaro, a Venezia e nella sua provincia il caro vita non è soltanto un tema di prezzi, ma un fattore che erode redditi da lavoro e pensioni in un territorio dove la mobilità quotidiana è strutturale. Se ogni giorno oltre 132 mila residenti del Comune di Venezia si spostano per lavoro o studio, e se a livello provinciale quasi un movimento su due avviene fuori comune, il rincaro di carburanti, trasporti, alimentari e servizi essenziali diventa una vera questione sociale. A farne le spese saranno sicuramente i più deboli, lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati che già prima degli aumenti dei prezzi faticavano a far quadrare i conti. Per questo - conclude Giordano, Segretario Generale CGIL Venezia - le Istituzioni devono intervenire urgentemente, altrimenti la situazione rischia di diventare insostenibile.



