Il tema del carcere non può diventare un problema di luogo fisico, di spostamento in terraferma, ipotesi che - comunque la si pensi - ha tempi medi lunghi. Se dopo l’ennesimo suicidio parliamo della struttura fisica non affrontiamo il tema che il carcere è una struttura sociale, fatta dalle persone che la vivono e che ci lavorano.
Chi vive ogni giorno il carcere, detenuti, lavoratrici e lavoratori, non può aspettare anni. Le emergenze sono oggi: sovraffollamento, carenza di personale, percorsi di reinserimento, condizioni di lavoro e presa in carico delle fragilità.
Lo dichiarano Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL Venezia e Franca Vanto FP CGIL Venezia commentando il dibattito riacceso in queste ore sul futuro delle strutture penitenziarie cittadine.
Per la casa circondariale - proseguono Giordano e Vanto - il sovraffollamento è un problema strutturale che incide sulla sicurezza, sulla dignità delle persone detenute e sulla tenuta dei percorsi di trattamento e reinserimento. E per entrambe le strutture è evidente la necessità di rafforzare gli organici, a partire dalla Polizia Penitenziaria, ma anche del personale sanitario, educativo e tecnico-amministrativo. Senza personale sufficiente, nessun sistema regge: aumentano stress, rischi, conflittualità e si impoverisce la funzione rieducativa della pena.
CGIL richiama inoltre un nodo che riguarda tutti i settori pubblici in città: Il tema degli alloggi per i lavoratori non è “solo” del carcere: riguarda sanità, scuola, trasporti, enti locali. A Venezia e nell’area metropolitana l’emergenza abitativa e il costo degli affitti rendono difficilissimo trattenere e attrarre personale nei servizi essenziali. È necessario che il Comune si attivi con un tavolo stabile che coinvolga istituzioni, parti sociali, categorie e soggetti territoriali. Lo abbiamo chiesto più volte, ma senza alcun riscontro.
L’unico confronto avvenuto finora - aggiungono - è stato in Prefettura sul tema dei lavoratori dell’ente, ma non si è mai riusciti ad allargare la riflessione a un piano complessivo sulla città: alloggi, servizi e condizioni per chi lavora nel pubblico. La stessa cosa vale per le agevolazioni sul trasporto: nessun ruolo, nessuna regia del Comune, mentre il costo e la difficoltà degli spostamenti pesano quotidianamente su migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Per queste ragioni, la CGIL rilancia una richiesta precisa: chiediamo ancora una volta all’Assessore Venturini di farsi promotore di un confronto serio e utile alla città, che metta insieme carcere, personale, salute, reinserimento, casa e mobilità. Servono scelte operative, perché i tempi della politica non possono schiacciare i tempi delle persone.



