Festeggiare per uno sgombero significa non capire, o fare finta di non capire, che ogni occupazione abusiva è prima di tutto la certificazione di una situazione di crisi sociale, economica e di abbandono della città che ricade sui cittadini.
I numeri della crisi abitativa parlano chiaro.
Il patrimonio residenziale gestito da ATER nel Comune di Venezia si è ridotto da 6.890 alloggi nel 1984 a 5.096 nel 2024. I finanziamenti statali e regionali per interventi di nuova costruzione e recupero edilizio sono crollati dai 18,4 milioni di euro del 2009 ai 2,3 milioni del 2022.
Sul mercato privato la situazione non è migliore. Il prezzo medio di un affitto a Venezia ha raggiunto 967 euro al mese, con un differenziale di 240 euro rispetto agli altri capoluoghi veneti. Più della metà dei contratti ha durata inferiore ai tre anni - record regionale - e i contratti transitori rappresentano il 43% del totale. Dal 2019 al 2025 i canoni di locazione sono cresciuti tra il 19% e il 50% nelle principali città italiane, mentre i salari netti sono rimasti al palo.
Il degrado - dichiara Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia - cresce anche sull’impossibilità di lavoratrici e lavoratori di abitare gli spazi della città. E questa è una responsabilità politica di chi ha governato senza mai affrontare seriamente l’emergenza abitativa.
Sul tema della sicurezza urbana, la CGIL non ha mai fatto finta che il problema non esista. Le lavoratrici e i lavoratori hanno paura di andare al lavoro la mattina presto o la sera tardi. Le pensionate e i pensionati hanno paura di fare la spesa. Questo è reale, concreto, e non va né minimizzato, va affrontato.
I dati dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri pubblicati nella Relazione Annuale al Parlmento sul consumo di sostanze stupefacenti confermano la gravità della situazione. Venezia figura tra le città italiane con i valori più elevati di consumo di cocaina - oltre 20 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti - ed è sopra la media nazionale anche per il consumo di ketamina. Le indagini degli ultimi anni hanno ricostruito reti di spaccio capillari e radicate. Nel novembre 2023 la Squadra Mobile di Venezia ha triplicato arresti e denunce rispetto all’anno precedente, segnale di un fenomeno in espansione, non in regressione.
Serve una maggiore e più stabile presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Ma serve anche, e soprattutto, affrontare le cause strutturali del degrado: povertà, esclusione sociale, assenza di politiche abitative serie, taglio ai servizi sociali che questa stessa destra ha imposto per anni.
La sicurezza vera - conclude Giordano - non si costruisce con le passerelle sugli sgomberi. Si costruisce con le case, con i servizi, con il lavoro. Noi non festeggiamo, chiediamo risposte strutturali.



