Danieli e Bauer: serve un protocollo per la qualità del lavoro

“Quanto sta accadendo all’Hotel Danieli, dopo ciò che stava per accadere al Bauer e che fortunatamente è stato scongiurato, conferma una verità semplice

: a Venezia non possiamo continuare ad assistere passivamente alle trasformazioni dell’industria turistica, mentre il rischio è che a pagare siano sempre lavoratrici e lavoratori, con frammentazione, esternalizzazioni e svalorizzazione delle professionalità.”

Lo dichiarano Daniele Giordano, segretario generale CGIL Venezia, e Renato Giacchi, segretario FILCAMS CGIL Venezia.

“Se vogliamo dare un futuro a Venezia – e un futuro di lavoro di qualità – serve un salto di livello: proponiamo la definizione di un Protocollo territoriale per la qualità del lavoro nel turismo, che coinvolga tutte le parti sociali, le associazioni datoriali e le istituzioni. Un Protocollo che non sia un manifesto, ma un insieme di impegni verificabili: tutela dell’occupazione, contrasto a dumping e catene di appalto, valorizzazione delle competenze e stabilità contrattuale.”

“Il punto è chiaro: con i grandi introiti del turismo non si può pensare di migliorare i margini comprimendo salari, diritti e tutele. Venezia è già una città dove vivere e lavorare è sempre più difficile: precarizzare e spezzettare il lavoro significa rendere ancora più fragile la tenuta sociale del territorio.” 

“Occorre mettere in campo strumenti che valorizzino le imprese che applicano correttamente i contratti collettivi nazionali, che investono in contrattazione di secondo livello, che costruiscono percorsi di formazione continua sostenuti anche dagli enti bilaterali. Non è solo un tema di giustizia: è un tema di qualità dell’accoglienza, sicurezza, professionalità e reputazione della città.”

Un “certificato di qualità del lavoro” promosso dal Comune

“In questo quadro il Comune può e deve esercitare un ruolo attivo. Proponiamo l’istituzione di un ‘certificato di qualità del lavoro’: uno strumento pubblico, trasparente e riconoscibile, che evidenzi e premi chi sceglie di stare sul mercato rispettando regole, contratti, formazione e diritti. Un segnale utile anche per orientare la domanda, la filiera e la reputazione delle imprese.”

Campagna vera contro lavoro nero e sfruttamento

“Parallelamente chiediamo al Comune di costruire una vera campagna contro il lavoro nero e lo sfruttamento nel turismo, con azioni continuative e coordinate: informazione ai lavoratori, emersione, presidio territoriale, collaborazione istituzionale con gli organi ispettivi e una rete stabile di ascolto e tutela. Il nero non si combatte con slogan: serve un piano, serve continuità, servono strumenti.”

“Per queste ragioni abbiamo inviato una lettera al Comune di Venezia chiedendo di esercitare fino in fondo il proprio ruolo e di convocare un tavolo con tutte le parti interessate. Venezia non può vivere di turismo e allo stesso tempo scaricare sul lavoro la sua fragilità. Serve un cambio di passo: sedersi insieme, definire regole e strumenti seri, e far sì che il turismo non sia sinonimo di sfruttamento, ma di qualità, diritti e futuro.”