Chioggia, tre lavoratori morti nel furgone: non è un incidente stradale

Tre lavoratori stranieri sono morti stamani a Ca’ Lino di Chioggia dopo che il furgoncino su cui viaggiavano con altri sei colleghi è uscito di strada ribaltandosi nell’Idrovia Sant’Anna.

Quasi sicuramente stavano andando a lavorare e non si può classificare tutto questo come semplice incidente stradale - dichiarano Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia e Alessandra Frontini Segretaria generale FLAI CGIL Venezia. 

Tre lavoratori morti in un fossato all’alba, su un furgone, diretti chissà dove a fare chissà cosa, senza nome e non sappiamo con quale contratto. Questo è quello che il sistema produce, e che ogni tanto, quando va storto, ci mostra nella sua brutalità. Il Veneto non è una regione virtuosa su questo terreno: i dati del Rapporto Agromafie ci consegnano una realtà che le istituzioni non possono più fingere di non vedere.

L’ultimo Rapporto Agromafie (Eurispes – Coldiretti) dedica al Veneto un’analisi specifica, definendola esplicitamente un «laboratorio» delle cooperative spurie e delle imprese senza terra: strutture fittizie che reclutano lavoratori migranti - spesso irregolari, privi di tutele e ignari delle normative - per impiegarli in condizioni di sfruttamento nei settori agricolo, edilizio e della logistica.

Con oltre 82.000 imprese agricole (il 7% del totale nazionale) e un fatturato di oltre 6 miliardi di euro, il Veneto copre il 14% dell’export agroalimentare italiano. Ma i dati dell’ex Ispettorato interregionale del lavoro con sede a Venezia certificano che nelle aziende ispezionate il tasso di irregolarità ha raggiunto il 72% nel 2021 e il 66% nel 2022, contro medie nazionali del 54% e del 56%. Un primato negativo che non si spiega solo con la maggiore capacità di controllo, ma riflette la diffusione strutturale del lavoro grigio.

I Carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro di Venezia e il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Vicenza hanno già documentato reti di caporalato che pagavano i braccianti meno della metà del dovuto, senza sicurezza, senza orari, senza dignità. Il Rapporto cita esplicitamente i settori vitivinicolo, zootecnico, cantieristico e della logistica. 

La FLAI e la CGIL denunciano da anni che il trasporto dei lavoratori agricoli su furgoni non autorizzati è una delle pratiche più pericolose e meno presidiate del caporalato. Non è la prima volta che accade e, se non cambia qualcosa di concreto, non sarà l’ultima. I braccianti stranieri vengono caricati all’alba, spesso senza sapere dove vanno e senza nessuna garanzia. Chioggia oggi ci dice che il prezzo di questa indifferenza può essere la vita delle persone. 

Lo stesso CNEL formula precise proposte per affrontare il tema individuando nel settore agricolo l’ambito più esposto al caporalato, per via della stagionalità, della dispersione geografica dei luoghi di lavoro e della dipendenza da manodopera straniera. Le proposte di intervento toccano diversi livelli.

Sul piano dei flussi migratori, si chiede il superamento della logica del click day, rendendo più flessibile e continua la gestione delle domande di manodopera straniera, per evitare che la lentezza burocratica spinga verso l’intermediazione illecita.

Sui trasporti e gli alloggi, si propongono incentivi fiscali per il recupero di edifici rurali dismessi da destinare ai lavoratori stagionali, e la promozione di servizi di trasporto convenzionato tra i luoghi di residenza e i campi - attualmente gestiti illegalmente dai caporali.

In questo quadro CGIL e FLAI Venezia chiedono con urgenza:

– L’apertura immediata di un’indagine che accerti le reali condizioni lavorative e di trasporto delle vittime e dei sopravvissuti, e verifichi l’eventuale coinvolgimento di reti di intermediazione illecita;

– Il potenziamento delle ispezioni nei settori agricolo, cantieristico e logistico con risorse adeguate alla complessità documentata dal Rapporto Agromafie;

– Misure urgenti contro il trasporto illegale di lavoratori: uno dei nodi più pericolosi e meno presidiati dell’intera filiera dello sfruttamento.

Le vittime di questa mattina sono tre lavoratori stranieri morti su un furgone, esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie e ai sopravvissuti, e ci impegniamo a seguire questa vicenda fino a quando non saranno garantite giustizia e verità.