CGIL, FIOM e FILCTEM: Servono soluzioni strutturali per le fabbriche, non solo per i lavori all'aperto

L'estensione dell'ordinanza regionale sull'emergenza caldo offre alcune risposte utili ai lavoratori esposti alle alte temperature, a partire dal settore del Vetro dove già con accordi sindacali si è lavorato da anni per mitigare l’effetto delle alte temperature.

Un passo che accogliamo positivamente, ma che resta incompleto: manca infatti un richiamo forte e chiaro alle attività che si svolgono al chiuso, negli ambienti produttivi che non consentono di rispettare condizioni climatiche adeguate per chi vi lavora.

 

Il tema riguarda in particolare le singole fabbriche del nostro territorio, che stanno facendo i conti con un cambiamento climatico che mette in difficoltà la maggioranza delle aziende. Ad aggravare la situazione contribuisce il fatto che molte strutture produttive sono state costruite in anni in cui l'isolamento termico e la gestione del microclima interno non rientravano tra le priorità di progettazione e costruzione. Il risultato è che oggi, con l'aumento delle temperature estive, questi ambienti diventano difficilmente gestibili con i soli strumenti ordinari - dichiarano Daniele Giordano Segretario generale CGIL Venezia, Michele Valentini Segretario generale  FIOM CGIL Venezia e Michele Pettenò Segretario generale FILCTEM CGIL Venezia. 

 

Serve, per questo, che l’ordinanza venga estesa in modo chiaro alle attività al chiuso che interessano particolarmente il nostro territorio come le attività dei distretti del calzaturiero, dell’occhialeria, i lavoratori degli impianti, che operano all’aperto o al chiuso nei cassoni delle navi, e le diverse lavorazioni industriali.

 

Per questo riteniamo necessario agire su più piani, di breve e di lungo termine, con soluzioni più radicali e strutturate rispetto a quelle attuali:

- Nel breve periodo, serve bloccare il lavoro se non vengono rispettate le tutele per la salute dei lavoratori, servono strumenti economici a sostegno del reddito dei lavoratori nelle eventuali sospensioni dell'attività dovute alle condizioni climatiche estreme, così da non far pagare ai lavoratori il conto di un problema che non dipende da loro.

- Nel lungo periodo, occorre un percorso che dia risposte strutturali nelle singole fabbriche e nei luoghi di lavoro, intervenendo sugli edifici e sui processi produttivi. Siamo consapevoli dei costi e degli investimenti necessari, ma si tratta di investimenti non più rinviabili per garantire salute e sicurezza a chi lavora.

 

CGIL Venezia, FIOM Venezia e FILCTEM Venezia auspicano che vengano adottati immediati correttivi, o saremo costretti a chiedere alla Prefettura di Venezia di aprire un confronto per affrontare le difficoltà che riguardano il nostro territorio.