La consultazione sulle priorità per la città di Venezia fotografa con grande chiarezza una serie di emergenze.
Le oltre 1500 persone che hanno partecipato consegnano un messaggio netto: casa, turismo e salute sono oggi le priorità più sentite, a conferma di una città schiacciata dall’emergenza abitativa, dalla pressione turistica e da un bisogno sempre più forte di presa in carico concreta dei bisogni delle persone. Non siamo di fronte a percezioni isolate, ma a un quadro sociale molto definito, che indica dove occorre intervenire con urgenza.
Il dato più forte è quello sulla casa. Tra le tre priorità per il futuro di Venezia, la crisi abitativa è indicata in misura nettamente superiore a ogni altra voce, mentre nelle risposte finali oltre il 60% chiede che la prossima amministrazione si concentri sulla riqualificazione del patrimonio esistente per renderlo accessibile ai residenti, e un’ulteriore quota rilevante indica la necessità di un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica. È la conferma che la questione abitativa non è più un tema tra gli altri, ma il nodo decisivo per garantire il diritto a vivere in città.
Il turismo sostenibile compare tra le priorità principali della consultazione e, allo stesso tempo, il giudizio sul ticket d’accesso segnala un forte scetticismo: la maggioranza relativa ritiene che non serva davvero a limitare l’impatto del turismo. Questo dato dice con chiarezza che i cittadini chiedono strumenti più efficaci, più giusti e soprattutto capaci di governare i flussi senza scaricare tutto sui residenti.
Molto rilevante è anche il tema della salute. La salute è tra le prime priorità indicate e il livello di soddisfazione verso i servizi sanitari restituisce un giudizio solo parziale, legato anche al diverso accesso ai servizi per fascia d’età, ma che non è in ogni caso rassicurante. Questo significa che il bisogno di tutela, prossimità e accessibilità ai servizi sanitari e sociali è sentito in modo diffuso e chiama in causa direttamente la qualità complessiva della vita urbana.
Drammatico è poi il dato sulla precarietà. Oltre il 90% degli intervistati la considera grave o molto grave, e più della metà ritiene che colpisca trasversalmente tutte e tutti, non soltanto alcune categorie. È un risultato pesantissimo, perché ci dice che la precarietà non viene percepita come una condizione marginale, ma come una fragilità strutturale della città e del suo modello economico e occupazionale. Dentro questo quadro pesano in particolare i giovani, ma il messaggio complessivo è che il lavoro povero e instabile è ormai una questione generale.
Anche il tema dei trasporti pubblici emerge con forza. Tra chi individua i problemi principali della rete, il sovraffollamento è di gran lunga l’elemento più richiamato, seguito dalla frequenza delle corse e dai collegamenti serali e festivi. Non trascurabile è il dato di chi segnala il costo degli abbonamenti. A questo si aggiunge un livello di soddisfazione sui servizi di trasporto che resta tutt’altro che elevato. È il segnale di una mobilità quotidiana faticosa, che pesa sulla vita delle persone e incide direttamente sul diritto al lavoro, allo studio e all’accesso ai servizi.
Un altro elemento molto importante riguarda il rapporto con i servizi comunali e di prossimità. Una quota significativa delle persone segnala l’assenza, vicino a casa, di sportelli per i servizi comunali e considera utile il ritorno di funzioni e competenze nei territori delle Municipalità. Qui emerge chiaramente una distanza tra cittadini e amministrazione: non solo una distanza fisica, ma anche una difficoltà di accesso, orientamento e presa in carico.
Sul terreno della sicurezza sociale, la consultazione consegna un messaggio che va letto con attenzione. La percezione di insicurezza è molto diffusa, ma i fattori che vengono indicati non rimandano in primo luogo a una lettura securitaria o propagandistica: pesano soprattutto dipendenze e abuso di alcol e sostanze, povertà e marginalità sociale, degrado urbano, carenza di forze dell’ordine e di servizi sociali. Colpisce in particolare il dato sulle dipendenze, che risulta il primo fattore indicato. È una conferma importante: la sicurezza si costruisce affrontando il disagio sociale, le fragilità e l’abbandono, non limitandosi a slogan o misure di facciata. Ed è anche la prova di quanto il tema delle dipendenze sia stato sottovalutato e trascurato in questi anni.
Le risposte finali del questionario rafforzano ulteriormente questo impianto. Da una parte, la casa torna come priorità assoluta dell’azione amministrativa; dall’altra, emerge con forza un tema di legalità e trasparenza. Dopo le vicende che hanno interessato il Comune, oltre il 90% ritiene urgenti misure straordinarie per rafforzare controlli, prevenzione della corruzione e trasparenza, e tra le misure più richieste compaiono controlli più stringenti sugli appalti, rafforzamento degli organismi di controllo e regole più rigide sulle nomine. È un segnale politico molto chiaro: i cittadini chiedono insieme giustizia sociale e qualità democratica delle istituzioni.
Infine, anche gli ultimi dati dicono qualcosa di importante sul clima civico della città. La disponibilità al voto è altissima, mentre il livello di informazione sulle proposte dei candidati appare ancora incompleto: prevalgono infatti quanti si sentono “abbastanza” o “poco” informati. Questo significa che esiste una domanda forte di partecipazione, ma anche la necessità di una campagna elettorale che parli davvero dei problemi reali di Venezia e non resti chiusa nella propaganda, o si rischia di alimentare l’astensione.
In sintesi, questa consultazione non fotografa soltanto un malessere diffuso: indica con precisione una agenda di lavoro. Casa, salute, qualità del lavoro, mobilità, servizi di prossimità, sicurezza sociale e contrasto alle dipendenze sono i terreni sui quali si misurerà la credibilità di chi vuole governare Venezia. Ed è esattamente su questi nodi che il sindacato continuerà a incalzare le istituzioni e a costruire proposte.



