Bene impianto riciclo Veritas, Eni comunichi cosa vuole fare

L’annuncio del nuovo impianto di riciclo della plastica di Veritas a Porto Marghera

- dichiarano Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia e Michele Pettenò, Segretario generale FILCTEM CGIL Venezia - rappresenta un segnale positivo che accogliamo con estremo favore, poiché conferma come il polo veneziano possieda tutte le caratteristiche per trasformarsi in un fattore strategico per il futuro industriale del Paese attraverso l'economia circolare. 

Tuttavia, un investimento di questa portata non può e non deve rimanere un’iniziativa isolata, pena lo spreco dell’ennesima occasione di rilancio complessivo per l’area. Proprio per la rilevanza del progetto, diventa oggi fondamentale pretendere una chiarezza immediata sulle reali prospettive di integrazione industriale: non è più tempo di procedere per compartimenti stagni, ma è necessario definire quale rapporto debba intercorrere con il riciclo meccanico e, soprattutto, quale sia il piano di coordinamento con Versalis.

​Il nodo della questione è prettamente politico e investe direttamente la responsabilità delle Istituzioni. L’assenza di una regia vera e autorevole da parte di esse sul futuro di Marghera è ormai evidente. È difficile comprendere come, davanti a partite di tale importanza, non si sia ancora stati capaci di sedersi attorno a un tavolo per far dialogare i grandi player come Eni e Veritas, costruendo una visione organica che superi la logica degli annunci scollegati e dei frammenti operativi che non comunicano tra loro. In questo scenario, Eni ha il dovere di uscire dall'ambiguità, dichiarando quali investimenti intenda confermare e quale ruolo intenda ricoprire all'interno di una filiera che, per restare in piedi e generare occupazione reale, deve necessariamente fare sistema. 

​Il rischio concreto - concludono Giordano e Pettenò - è che anche un’operazione valida come quella di Veritas finisca per essere utilizzata come un alibi istituzionale: un ottimo titolo per la cronaca, ma uno strumento insufficiente a invertire la tendenza all'arretramento industriale che colpisce il territorio. Se Veritas sta dimostrando di saper fare la propria parte, è ora che Governo, Regione e Autorità Portuale escano da un silenzio non più sostenibile e si assumano la responsabilità di coordinare una strategia complessiva. Porto Marghera non può permettersi di essere ulteriormente ridimensionata sotto la maschera della transizione; ha bisogno di una strategia industriale solida, di una direzione pubblica ferma e di scelte coraggiose da attuare immediatamente