Affitti a Venezia: quale futuro per chi vive in una stanza?

È vergognoso che una dottoressa dell’Ospedale Civile debba pagare 970 euro al mese per un appartamento di 35 metri quadrati e sapere già che a marzo dovrà lasciarlo per fare posto ai turisti.

Ma come CGIL Venezia riteniamo ancor più vergognoso che lavoratrici e lavoratori che guadagnano poco più di quei 950 euro al mese siano costretti a rinunciare a una casa e ad accontentarsi di una stanza con il bagno condiviso. Quali giovani famiglie possono venire a vivere a Venezia in queste condizioni? – dichiara Daniele Giordano, Segretario generale della CGIL Venezia.

A due anni dall’annuncio del regolamento sulle locazioni turistiche da parte della precedente Giunta, la situazione abitativa non è migliorata e le difficoltà di chi cerca una casa sono sotto gli occhi di tutti. La nuova amministrazione deve aprire subito un confronto con le parti sociali, le associazioni dei residenti e le rappresentanze economiche, costruendo un consenso largo attorno a un provvedimento forte, capace di porre limiti effettivi all’espansione delle locazioni turistiche e favorire il ritorno degli alloggi all’affitto residenziale stabile. Il Comune di Venezia dispone ormai, dall’emendamento Pellicani, di tutti gli strumenti normativi necessari: manca solamente il coraggio.

Alloggi interi e porzioni di abitazione

Oggetto della locazione 2018 2018% 2025 2025%
Alloggi interi 6.791 80,7% 6.994 64,1%
Porzioni di abitazione 1.628 19,3% 3.912 35,9%
Totale 8.419 100,0% 10.906 100,0%

Tipologie contrattuali - alloggi interi e porzioni

Tipologia contrattuale 2018 2018% 2025 2025%
Ordinario lungo periodo 1.782 21,2% 1.510 13,8%
Agevolato lungo periodo 1.628 19,3% 1.777 16,3%
Ordinario transitorio 3.896 46,3% 5.195 47,6%
Agevolato transitorio 1.113 13,2% 2.424 22,2%
Totale 8.419 100,0% 10.906 100,0%
Di cui transitori 5.009 59,5% 7.619 69,9%

Fonte: elaborazione CGIL Venezia su dati Agenzia delle Entrate, 2018 e 2025. Comune di Venezia.

A Venezia chi lavora deve continuare a cercare casa, traslocare e sostenere nuovi costi, mentre il bisogno di abitare stabilmente viene subordinato alla stagione turistica. Confrontando le locazioni registrate nel Comune di Venezia nell’anno 2018 e nell’anno 2025, i contratti per porzioni di abitazione sono passati da 1.628 a 3.912. Nello stesso periodo, le locazioni di alloggi interi con durata di almeno tre anni sono diminuite del 7,5%.

La condivisione può essere una scelta, ma diventa una rinuncia pesante quando è imposta dal rapporto tra salari e affitti. Come si può progettare una convivenza, avere un figlio, mettere radici, se ogni anno bisogna chiedersi dove si dormirà nei mesi successivi?

La difficoltà, inoltre, riguarda chi lavora negli ospedali, nelle scuole, negli alberghi, negli appalti e nei servizi che permettono alla città di funzionare. Garantire loro una casa accessibile e stabile significa garantire anche il futuro di Venezia. Molte di queste persone sono costrette a lunghi spostamenti quotidiani, altre sono costrette a rinunciare a prendere servizio nel nostro territorio.

Chiediamo a Comune e Regione interventi concreti: governare le locazioni turistiche, verificare l’uso dei contratti transitori, sostenere gli affitti lunghi a canone concordato con incentivi e garanzie pubbliche. Serve inoltre una regia unica per recuperare il patrimonio abitativo pubblico, con finanziamenti e tempi definiti, dove però il social housing deve aggiungere opportunità, senza sottrarre case e risorse all’edilizia residenziale pubblica e alle famiglie in graduatoria.

La domanda a cui il Sindaco Venturini non può negare risposta – conclude Giordano – è come rendere Venezia una città in cui lavoratrici e lavoratori, giovani famiglie, studentesse e studenti possano permettersi di costruire la propria vita. L’alternativa è un circolo vizioso verso lo svuotamento non soltanto della città d’acqua, ma dell’intera Terraferma nell’unico interesse di chi si nutre dell’economia della rendita.