In queste ore 4.000 lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini, hanno sfilato in corteo per le strade di Mestre, arrivando a terminare la manifestazione in piazza Mercato a Marghera.
A concludere gli interventi, Fulvio Fammoni, presidente dell’Assemblea Generale della CGIL Nazionale. Presenti tutte le categorie sindacali, giovani e studenti.
Una scelta che non è casuale e che non è soltanto simbolica. Nell’abbandono della parte produttiva della nostra economia c’è una delle ragioni dell’impoverimento del territorio. L’assenza di politiche industriali, di un’idea di sviluppo dell’area metropolitana e della promozione di un turismo incontrollato, portano ogni giorno i giovani ad andarsene dal nostro territorio per cercare fortuna altrove. Per questo abbiamo proposto di candidare Marghera a polo europeo dell’intelligenza artificiale, per valorizzare le conoscenze, le competenze e le infrastrutture che il nostro territorio già possiede.
Il Governo, invece di dare risposta a lavoratori e pensionati che non arrivano a fine mese investe in armi. Invece di potenziare il sistema sanitario pubblico, l’istruzione, la ricerca e lo sviluppo, sposta le risorse nell’economia di guerra.
Abbiamo aperto il corteo con uno striscione contro alla violenza sulle donne, una strage che non si ferma e che prosegue ogni giorno anche con il divario salariale e con la violenza economica.
Negli ultimi anni per effetto dell’inflazione e del fiscal drag, il Governo ha recuperato miliardi di euro dalle tasse di lavoratori e pensionati, spostando quelle risorse in condoni e industria bellica. Miliardi di euro che vanno impiegati nel rinnovo dei contratti, nella lotta alla diminuzione del potere di acquisto, nella rivalutazione delle pensioni, nei servizi di cui le cittadine e i cittadini hanno bisogno.



