Nelle dichiarazioni programmatiche della Giunta regionale Venezia scompare.
Non una riga, non un impegno chiaro, non una prospettiva su ciò che per il nostro territorio è decisivo: la Legge Speciale, il futuro di Porto Marghera, le politiche industriali, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
È un’assenza grave e inaccettabile. Perché Porto Marghera non è un “tema locale”: è un nodo strategico per l’intero Veneto, per l’occupazione, per la qualità dello sviluppo, per la transizione industriale ed energetica. Eppure, dalle dichiarazioni della Giunta non emerge alcuna visione industriale, nessuna assunzione di responsabilità su investimenti, riconversioni, filiere produttive, né un’agenda concreta per difendere e creare lavoro stabile e qualificato.
Ancora più preoccupante è il silenzio totale su salute e sicurezza. Nessuna parola netta a difesa della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, nessun indirizzo chiaro per contrastare infortuni e morti sul lavoro, nessun richiamo al dovere delle istituzioni di garantire controlli, prevenzione, formazione e organizzazione del lavoro sicura. Quando manca questo, non manca solo un capitolo: manca il rispetto per chi lavora.
Per queste ragioni oggi eravamo in presidio davanti al Consiglio regionale. Non per rito, ma per denunciare una scelta politica: questa Giunta sta “tirando solo pacchi” a Venezia, rinviando, scaricando, rimuovendo ciò che è strutturale. Noi non ci stiamo.
Chiediamo che Venezia torni al centro dell’agenda regionale, con impegni verificabili su:
• Legge Speciale e risorse dedicate;
• rilancio e prospettiva industriale di Porto Marghera;
• politiche industriali vere e governo della transizione;
• piano straordinario su salute e sicurezza, controlli e prevenzione.
Siamo pronti al confronto, ma servono atti e scelte, non silenzi.



