Le lavoratrici e i lavoratori di Apple Retail Italia incroceranno le braccia venerdì 18 settembre per l'intero turno di lavoro in tutti gli store del Paese.
Presidi sono previsti davanti ai principali negozi, compresi i flagship store di Via del Corso a Roma, Piazza Liberty a Milano e a Bologna. A Venezia lo sciopero riguarderà lo store Apple all'interno del centro commerciale “Nave de Vero”.
Non è una decisione presa da un giorno all’altro - dichiara Renato Giacchi, segretario generale della Filcams Cgil di Venezia - ma il punto di arrivo di un anno di richieste rimaste senza risposta: un anno di confronto chiesto e rinviato, tre incontri senza un piano sugli organici, sette mesi di contratti a termine per gestire un “picco” che l'azienda continua a chiamare stagionale.
A febbraio 2026 viene chiesto un confronto sul ticket previsto dal Contratto Integrativo. Il primo incontro, il 20 marzo, si chiude con risposte generiche da parte dell'azienda. Al sollecito del 29 aprile non arriva risposta. Il secondo incontro, il 22 giugno, porta solo a qualche contratto a termine in più: si apre lo stato di agitazione.
Dopo le assemblee del 7 settembre in tutti gli store, il 18 settembre, giorno dell'arrivo dei nuovi iPhone, i lavoratori si fermeranno. La Filcams Cgil chiede un piano condiviso di rafforzamento degli organici, con numeri e tempi certi:
- assunzioni stabili, perché contratti a termine che coprono ormai quasi sette mesi l’anno segnalano una carenza strutturale;
- stabilizzazione di una quota dei lavoratori a tempo determinato;
- aumento delle ore, su base volontaria, per chi lavora part-time e vuole lavorare di più;
- un’organizzazione del lavoro che non irrigidisca permessi, ferie e riposi;
- chiarezza sulle mansioni, senza job description usate come delega in bianco all’azienda.
Apple Retail Italia chiude ogni anno in positivo: l’azienda può permettersi di rispondere alle nostre richieste. Lo sciopero è un diritto costituzionale - conclude Giacchi - nessuno può chiederne conto, nessuno può penalizzare chi lo esercita. Restiamo disponibili al confronto, ma un confronto senza risposte non è un confronto.



