RSA, era ora che la Regione riconoscesse l’emergenza.

Era ora che la Regione Veneto riconoscesse l’emergenza della non autosufficienza e la necessità di aumentare le risorse per le case di riposo.

Ma non dovrebbe essere necessario attendere fatti tragici per accendere l’attenzione su una crisi che ogni giorno si consuma nelle case di migliaia di famiglie: anziani che devono rinunciare a un’assistenza adeguata, pensioni e risparmi assorbiti dalle rette, familiari costretti a ridurre o lasciare il lavoro per prendersi cura dei propri cari.

Over 80 e impegnative di residenzialità

Territorio Over 80 Impegnative
Venezia 72.838 4.097
Veneto 390.107 24.419

Proporzioni over 80 e impegnative, Venezia e Veneto

Over 80 Venezia su Veneto Impegnative Venezia su Veneto Differenza
18,67% 16,77% -1,9 punti percentuali

Reddito medio over 80 e rette medie ULSS 3 e 4 (dati 2024)

Territorio Reddito medio lordo annuo Reddito netto mensile Retta media con impegnativa Retta media senza impegnativa
Venezia 23.123 € Circa 1.600 € 2.060 € 2.900 €

Dai dati emerge con chiarezza una situazione paradossale. Nonostante la provincia di Venezia abbia il 18,67% degli over 80 di tutto il Veneto, le ULSS 3 e 4 hanno a disposizione solamente il 16,77% delle impegnative di residenzialità. La Regione si deve certamente impegnare ad aumentare il numero di impegnative, che risultano insufficienti, ma deve anche aumentarne l’importo. Ne è la prova il fatto che la retta media con impegnativa è comunque notevolmente superiore all’importo medio delle pensioni.

Le dichiarazioni del presidente Alberto Stefani devono ora tradursi in scelte concrete. La Regione - dichiarano Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia; Daniele Tronco, Segretario generale SPI CGIL Venezia e Ivan Bernini, Segretario generale FP CGIL Venezia - non può continuare a scaricare sulle famiglie il costo economico e sociale della non autosufficienza. Dietro ogni persona in lista d’attesa c’è un bisogno di assistenza che non può essere rinviato; dietro ogni retta insostenibile c’è una famiglia lasciata a cercare da sola una soluzione.

Servono risorse aggiuntive certe, più impegnative di residenzialità e un’adeguata copertura della componente sanitaria delle rette. L’annunciato superamento delle “quote fantasma” dovrà rendere effettivamente accessibili i posti nelle strutture. Chiediamo di sapere quanti fondi saranno stanziati, quando saranno disponibili e quanto contribuiranno a ridurre la spesa a carico delle famiglie.

Occorre inoltre affrontare la carenza di personale: senza assunzioni, retribuzioni adeguate e condizioni di lavoro dignitose non si garantisce la qualità dell’assistenza. Allo stesso modo, potenziare la domiciliarità significa assicurare servizi e sostegni concreti che permettano il più possibile di vivere in modo autosufficiente.

Chiediamo alla Regione - concludono Giordano, Tronco e Bernini - di aprire subito un confronto con le organizzazioni sindacali, indicando risorse, interventi e tempi di attuazione. Le famiglie convivono con questa emergenza da anni.