Priorità programmatiche per la prossima amministrazione comunale

Venezia e l’area metropolitana vivono una contraddizione strutturale: turismo record e fama globale da un lato; redditi stagnanti, lavoro povero e discontinuo, fratture sociali, stress abitativo e fuga di residenti dall’altro.

Per rimettere in equilibrio la città serve una visione in grado di tenere insieme residenza, welfare, mobilità, qualità del lavoro, diritti e riconversione produttiva.

La CGIL di Venezia propone di articolare il documento rivolto ai candidati sindaci attorno a quattro grandi direttrici politiche, capaci di leggere la città dal punto di vista di chi la abita e di renderne verificabile l’azione di governo: la città dei bambini e dei giovani, la città dei diritti sociali, la città del lavoro e la città della cura e delle donne. In quest’ultima direttrice vengono assunte anche le proposte per una città più giusta per le donne, perché lavoro, tempi di vita, sicurezza, servizi e rappresentanza di genere non sono temi settoriali ma criteri generali di qualità democratica. Una città che invecchia e non si prende cura dei propri anziani, che vede un calo demografico e maggiori bisogni a cui il sistema complessivamente non riesce a rispondere. 

La rendita sta prendendo progressivamente il sopravvento sul lavoro, sulla produzione andando a costruire un’economia che non produce benessere per i cittadini ma aumenta le disuguaglianze e l’isolamento sociale. 

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Metodo e impegni verificabili

  • Chiediamo ai candidati sindaci di assumere pubblicamente un cronoprogramma per i primi 100 giorni, per il primo anno e per la fine del mandato.
  • Per ciascun asse proponiamo indicatori di verifica pubblici e l’istituzione di un Tavolo permanente di confronto da adottare con delibera di Giunta comunale.
  • Il monitoraggio deve essere semestrale, con report pubblico sullo stato di attuazione degli impegni.

1. LA CITTÀ DELLE PERSONE

Venezia deve tornare a misurare la propria qualità urbana a partire dalla possibilità per bambini, adolescenti e giovani di restare, muoversi, formarsi, abitare e partecipare. Una città a misura dei più giovani è una città più sicura, più accessibile, più sana e più giusta per tutti.

Questa direttrice tiene insieme servizi educativi, diritto alla mobilità, spazi pubblici, cultura, divertimento, casa e partecipazione, assumendo il punto di vista dell’infanzia e delle nuove generazioni come criterio di pianificazione urbana e sociale.

1.1 Venezia città dei bambini: autonomia, salute, ambiente

Obiettivo. Fare di Venezia una città che assume il punto di vista dei bambini come criterio di qualità urbana, sociale e ambientale, superando una visione residuale dell’infanzia.

Impegni prioritari

  • Realizzare dove possibile percorsi sicuri casa-scuola e ridurre traffico e velocità intorno ai luoghi dell’infanzia.
  • Avviare un piano di verde, ombra e spazi pubblici di prossimità, con particolare attenzione ai quartieri/sestieri più fragili e ai contesti scolastici.
  • Trasformare progressivamente i cortili scolastici in spazi verdi, aperti, multifunzionali e meno asfaltati.
  • Istituire strumenti stabili di ascolto e coprogettazione con bambini e adolescenti su parchi, piazze, scuole e servizi.
  • Contrastare la condizione dei “bambini di casa” rafforzando gioco libero, socialità di quartiere e accesso gratuito agli spazi pubblici.

Indicatori di verifica

  • Numero di strade scolastiche attivate e di percorsi protetti casa-scuola.
  • Superficie ombreggiata e verde fruibile in prossimità di scuole e quartieri.
  • Numero di cortili riqualificati e di processi partecipativi attivati con minori e famiglie.

Scadenza

Impegno

100 giorni

mappatura priorità, aree scolastiche e quartieri più scoperti.

12 mesi

avvio dei primi interventi su strade scolastiche, verde e cortili.

Fine mandato

rete stabile di percorsi sicuri e piano comunale infanzia pienamente operativo.

1.2 Asili nido gratuiti e sistema educativo 0-6

Obiettivo. Ridurre le disuguaglianze, sostenere l’occupazione femminile, affrontare il calo demografico e garantire pari opportunità attraverso un universalismo reale nell’accesso ai servizi educativi.

Impegni prioritari

  • Azzerare le rette degli asili nido, utilizzando l’ISEE solo come criterio di graduatoria.
  • Ampliare l’offerta pubblica con aumento dei posti, estensione degli orari e servizi integrativi 0-6.
  • Rafforzare gli organici e garantire continuità retributiva al personale ausiliario su 12 mesi.
  • Aprire un percorso sulla reinternalizzazione di servizi. 

Indicatori di verifica

  • Numero posti disponibili e tasso di copertura 0-3.
  • Rette medie pagate dalle famiglie.
  • Liste d’attesa: numero domande inevase e tempi medi di risposta.

Scadenza

Impegno

100 giorni

delibera di indirizzo sulla gratuità e piano finanziario pluriennale.

12 mesi

avvio della gratuità e primo incremento dei posti disponibili.

Fine mandato

aumento strutturale della copertura e superamento stabile delle liste d’attesa.

1.3 Diritto alla città per i giovani

Obiettivo. Fare di Venezia una città più vivibile, accessibile e attrattiva per le giovani generazioni, riconoscendo il diritto dei giovani ad abitare, studiare, lavorare, muoversi, incontrarsi e vivere in sicurezza gli spazi urbani, anche nelle ore serali e notturne. Una vera presa in carico dei bisogni dei Giovani costruendo reali strumenti di coinvolgimento nelle decisioni pubbliche. 

Va affrontato anche il tema della vita notturna che non è solo questione di ordine pubblico, ma come ambito di governo urbano che riguarda mobilità, cultura, lavoro, sicurezza, salute, socialità e qualità della vita.

 

Impegni prioritari

  • Istituire una Consulta cittadina dei giovani come luogo stabile di partecipazione, ascolto e proposta che possa coinvolgere associazioni, studenti, università, operatori culturali e terzo settore.
  • Alla Consulta spetta il diritto di proposta al Consiglio comunale, la formulazion di pareri obbligatori sugli atti che riguardano politiche giovanili riferite a: casa, mobilità, sport, cultura, università e spazi pubblici. 
  • Istituzione del bilancio partecipato dei Giovani definendo una quota da destinare a progetti costruiti attraverso le forme previste dal regolamento comunale per la partecipazione dei giovani e delle associazioni giovaniliin particolare su: spazi di aggregazione, eventi culturali, attrezzature sportive, aule studio, interventi nei quartieri e iniziative ambientali. 
  • Censire e valorizzare spazi comunali, civici e inutilizzati da destinare ad attività giovanili, culturali, musicali, di studio e di socialità, con procedure trasparenti e accessibili.L’obiettivo è costruire una rete cittadina di spazi per i giovani, diffusa tra Venezia e terraferma.
  • Costituzione degli sportelli di ascolto psicologico gratuito in ogni municipalità.
  • Definizione di percorsi strutturati di consultazione nelle scuole superiori, nelle università, nei quartieri e nei luoghi di lavoro giovanile, con momenti annuali di verifica pubblica delle azioni realizzate.
  • Istituzione del “Sindaco della notte” come figura con funzioni di coordinamento, proposta e raccordo interassessorale sulle politiche serali e notturne. Dovranno essere attribuiti compiti per: coordinare i diversi settori dell’amministrazione coinvolti, costruire tavoli permanenti con giovani, residenti, lavoratori, operatori culturali e categorie economiche.
  • Elaborare un “Piano cittadino della notte” per monitorare criticità e opportunità legate alla vita serale e notturna della città.
  • Gratuità del trasporto pubblico locale fino a 26 anni. 

Indicatori di verifica

  • Istituzione della Consulta cittadina dei Giovani.
  • Regolamentazione della partecipazione giovanile alle scelte della città.
  • Gratuità del trasporto pubblico locale.
  • Istituzione del Sindaco della notte.

Scadenza

Impegno

100 giorni

attivazione della Consulta cittadina dei giovani.
nomina del Sindaco della notte.

12 mesi

regolamentazione della partecipazione giovanile e bilancio partecipato. Istituzione degli sportelli di ascolto.

Fine mandato

piano strutturale per i Giovani con verifica dei risultati raggiunti in termini di aumento della presenza dei Giovani in città.

2. LA CITTÀ DEI DIRITTI SOCIALI

Serve ricostruire Venezia come città dei diritti sociali, a partire da due questioni decisive come la mobilità e la casa. Sono queste, oggi, due delle crisi più evidenti che attraversano il nostro territorio e che incidono in modo determinante sulla possibilità concreta di vivere la città, di lavorarci, di costruirvi un progetto di vita e di scegliere di restarci. Senza un intervento forte su questi due fronti, il rischio è continuare ad espellere residenti, lavoratrici, lavoratori e giovani, indebolendo sempre di più il tessuto sociale della città. Per questo mobilità e diritto all’abitare devono tornare al centro di una vera idea di futuro per Venezia.

Il ruolo delle società partecipate del Comune di Venezia deve tornare ad essere quello di soggetti che contribuiscono alla costruzione del sistema di “welfare della città”, non meri erogatori di servizi o organizzatori di eventi. La scelta di mantenere a totale partecipazione pubblica le società comunali deve essere rafforzata, in una dimensione in cui sono strumenti che allargano i diritti sociali con una gestione che deve essere improntata alla totale e piena trasparenza. 

2.1 Diritto alla mobilità 

Obiettivo. Rendere effettivo il diritto a muoversi in una città segnata dalla pressione turistica e dalla frammentazione territoriale tra centro storico, isole e terraferma.

Impegni prioritari

  • Introdurre un abbonamento unico residente a 10 euro al mese per il TPL e costruire un percorso di gratuità per under 26 e over 65 tenendo conto di una soglia ISEE.
  • Potenziare corse, intermodalità e collegamenti per scuole, università, luoghi di lavoro, poli sanitari e grandi insediamenti produttivi coinvolgendo anche le parti datoriali. 
  • Semplificare i titoli di viaggio, monitorare l’affollamento e rafforzare il presidio del servizio nelle fasce di punta e serali.
  • Assicurare una lettura del trasporto anche in termini di sicurezza sociale, accessibilità e permanenza dei giovani in città.

Indicatori di verifica

  • Numero abbonamenti residenti attivi.
  • Regolarità e puntualità del servizio. 
  • Verifica a campione con report bimestrale della presenza sui mezzi di trasporto.
  • Numero di corse giornaliere e copertura territoriale in km-servizio.

Scadenza

Impegno

100 giorni

accordo quadro con gestore ed enti competenti.

12 mesi

attivazione nuova tariffa e primo pacchetto di potenziamenti.

Fine mandato

stabilizzazione della tariffa e miglioramento strutturale dell’offerta.


2.2 Casa

Obiettivo. Contrastare l’espulsione dalla città.

Impegni prioritari

  • Cabina di regia Casa con enti proprietari (Università, Ulss, Ipav e altri enti pubblici) e soggetti territoriali. Accordo con i grandi gruppi di proprietari immobiliari. 
  • Prevedere interventi mirati per giovani lavoratori, studenti e nuove famiglie attraverso canoni calmierati, recupero del patrimonio pubblico.
  • Misure di sostegno contro morosità incolpevole e sfratti.
  • Regole e limitazioni legate agli affitti brevi (nelle competenze comunali) e iniziativa verso Regione/Stato.
  • Misure di forte penalizzazione per gli immobili vuoti che hanno l’effetto di condizionare il mercato immobiliare. 

Indicatori di verifica

  • Aumento risorse per il patrimonio pubblico.
  • Saldo demografico dei residenti, dei giovani per municipalità.
  • Variazione residenti e saldo anagrafico per quartiere/sestiere.
  • Numero alloggi recuperati/assegnati a canone calmierato. 
  • Numero sfratti esecutivi e accessi ai fondi di sostegno.
  • Quota patrimonio pubblico effettivamente utilizzato.

Scadenza

Impegno

100 giorni

cabina di regia casa.

12 mesi

primo lotto di recuperi/assegnazioni e piano di edilizia pubblica.

Fine mandato

rafforzamento stabile della residenzialità e aumento di almeno il 5% dei residenti.

3. LA CITTÀ DEL LAVORO

Venezia ha bisogno di un progetto che rimetta il lavoro al centro delle scelte pubbliche: lavoro stabile, sicuro, qualificato, tutelato e ben retribuito. Non basta governare i flussi o amministrare l’esistente: serve una strategia che usi gli strumenti del Comune - appalti, partecipate, pianificazione urbana, politiche territoriali - come leva per la qualità del lavoro e per una nuova base produttiva.

La città del lavoro significa contrasto al dumping, governo del turismo, riconversione di Porto Marghera, legalità negli appalti e utilizzo delle partecipate come infrastruttura pubblica per lo sviluppo.

3.1 Turismo regolato, lavoro di qualità, redistribuzione

Obiettivo. Programmare il turismo e la filiera dell’accoglienza riducendo gli impatti sulla città e migliorando qualità del lavoro, redditi e servizi.

Impegni prioritari

  • Adottare un piano comunale di governo dei flussi e dell’offerta ricettiva, con indicatori pubblici per municipalità.
  • Inserire clausole sociali, controlli e criteri di qualità nella filiera degli appalti, delle concessioni e dei servizi turistici.
  • Vincolare una quota certa degli introiti turistici a casa, mobilità, welfare e servizi per i residenti.
  • Istituzione di un accordo che “certifichi la qualità del Lavoro nel turismo” come strumento di verifica della corretta applicazione dei Contratti di Lavoro, di contrasto a forme di Lavoro irregolare e di processi di valorizzazione delle competenze. 
  • Incentivi alle strutture ricettive legati alla “certificazione di qualità” in merito ad esempio alla tassa dei rifiuti e a quella di soggiorno.
  • Costituire l’Osservatorio comunale sul turismo con parti sociali, Camera di Commercio e soggetti del territorio dove discutere anche delle tutele preventive delle lavoratrici e dei lavoratori. 

Indicatori di verifica

  • Indicatori di pressione turistica per quartiere e municipalità.
  • Quota di risorse reinvestite su servizi e residenza.
  • Andamento dell’occupazione stabile e dei salari nella filiera turistica.

Scadenza

Impegno

100 giorni

avvio del piano e definizione degli indicatori pubblici.

12 mesi

prima fase di regolazione e operatività dell’Osservatorio.

Fine mandato

riduzione degli impatti e aumento misurabile delle risorse reinvestite.

3.2 Porto Marghera: riconversione ecologico-industriale, logistica e innovazione

Obiettivo. Costruire una riconversione industriale, ambientale che generi lavoro stabile, nuova manifattura sostenibile, ricerca, formazione e innovazione con governance pubblica. La Zls deve essere uno strumento di rilancio dell’area attraverso strumenti di condivisione delle scelte, con l’istituzione di un’apposita cabina di regia nel confronto con la Regione. 

Impegni prioritari

  • Accelerare le bonifiche e impedire usi speculativi delle aree con vincoli chiari su destinazioni e qualità degli insediamenti.
  • Promuovere filiere coerenti con transizione ecologica, economia circolare, energia, logistica e manifattura ad alto valore aggiunto coinvolgendo anche aziende a controllo pubblico. 
  • Sostenere una revisione delle scelte operate da Eni che non hanno determinato una vera riconversione del territorio ma un suo graduale abbandono. 
  • Salvaguardare e rilanciare l’attività Portuale come elemento strategico a sostegno delle politiche industriali del nostro territorio. 
  • Sviluppare un polo dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione sostenibile in rete con università, ITS, centri di ricerca e imprese del territorio.
  • Istituire una sede stabile di confronto con sindacati e comunità su investimenti, impatti, appalti e occupazione.

Indicatori di verifica

  • Stato di avanzamento delle bonifiche.
  • Nuovi insediamenti produttivi e posti di lavoro creati o stabilizzati.
  • Programmi di formazione, partenariati e progetti innovativi avviati.

Scadenza

Impegno

100 giorni

governance unica e roadmap di Marghera.

12 mesi

avvio di cantieri, accordi di filiera e primo pacchetto formativo.

Fine mandato

avanzamento misurabile delle bonifiche e nuova base produttiva attiva.

3.3 Lavoro, legalità e sicurezza negli appalti

Obiettivo. Usare gli appalti e le concessioni comunali come leva per contrastare dumping, precarietà e lavoro povero.

Impegni prioritari

  • Istituzione del “Salario minimo comunale” in tutti gli appalti del Comune di Venezia e delle sue partecipate.
  • Rendere obbligatorie clausole sociali su continuità occupazionale, CCNL applicati, livelli minimi e sicurezza.
  • Introdurre criteri premiali su qualità del lavoro, formazione, sicurezza e stabilità dell’occupazione.
  • Pubblicare monitoraggi su affidamenti, proroghe, urgenze, subappalti e risultati dei controlli.
  • Rafforzare i controlli coordinati su cantieri e servizi in appalto, con particolare attenzione ai settori più esposti.
  • Definire un accordo di contrattazione preventiva o d’anticipo sugli appalti del Comune e delle sue partecipate.

Indicatori di verifica

  • Quota di bandi con clausole sociali e criteri di qualità.
  • Numero di controlli effettuati e irregolarità riscontrate.
  • Tasso di turnover negli appalti e stabilità occupazionale.
  • Verifiche degli infortuni anche nei servizi appaltati.

Scadenza

Impegno

100 giorni

aggiornamento delle linee guida comunali sugli appalti.

12 mesi

operatività del sistema di monitoraggio pubblico.

Fine mandato

riduzione del dumping e maggiore stabilità nei servizi affidati.

3.4 Cultura come direttrice per lo sviluppo della città

Obiettivo. Costruire una politica culturale cittadina coordinata, accessibile e stabile, capace di mettere in rete i soggetti che producono cultura, rafforzare la governance pubblica, valorizzare lavoro, ricerca, patrimonio e servizi educativi.

Impegni prioritari

  • Istituzione di una rete dei soggetti che producono cultura in città e di un coordinamento stabile tra tutte le istituzioni culturali.
  • Trasformazione della Fondazione Musei in Fondazione culturale, parte integrante dell’azione del Comune.
  • Affidamento e internalizzazione nella Fondazione di tutte le biblioteche e di tutti i servizi riferiti all’offerta museale.
  • Riforma della governance: presenza nel CdA di un rappresentante dei lavoratori e nomine assoggettate alle regole generali previste per enti e partecipate pubbliche.
  • Potenziamento del settore educativo, ripristino delle “Notti al museo” per i bambini ed estensione e rafforzamento dei centri estivi per tutto il periodo.
  • Piano di rafforzamento dell’organico e rilancio delle attività di ricerca, conservazione e cura del patrimonio artistico e culturale.

Indicatori di verifica

  • Numero soggetti aderenti alla rete cittadina della cultura e continuità del coordinamento istituzionale.
  • Avanzamento del percorso di trasformazione della Fondazione e dei servizi internalizzati.
  • Numero biblioteche e servizi museali ricondotti alla gestione integrata della Fondazione culturale.
  • Attività educative attivate per residenti, bambini e famiglie (Notti al museo, centri estivi, laboratori).
  • Incremento dell’organico e numero di progetti di ricerca, cura e valorizzazione del patrimonio avviati.

Scadenza

Impegno

100 giorni

avvio del tavolo cittadino della cultura e definizione del percorso di riforma della Fondazione.

12 mesi

approvazione della nuova governance, piano di internalizzazione dei servizi e rilancio dell’offerta educativa.

Fine mandato

rete cittadina stabile, Fondazione culturale pienamente operativa e rafforzamento misurabile di organici, servizi e attività di ricerca.

 

3.5 Amministrazione, partecipate e trasparenza come infrastruttura del lavoro

Obiettivo. Ridurre discrezionalità e cooptazioni, rafforzando capacità amministrativa e controllo civico su nomine, incarichi e partecipate. Valorizzare il Lavoro e le competenze dei dipendenti comunali.

Impegni prioritari

  • Prevedere selezioni pubbliche e competitive per dirigenti e vertici delle partecipate, con criteri e punteggi pubblici.
  • Istituire commissioni indipendenti, verbali pubblicati e limiti agli incarichi ripetuti.
  • Costruire un registro trasparenza su consulenze, affidamenti e incarichi esterni.
  • Rafforzare l’Osservatorio legalità e trasparenza con report periodici e open data.
  • Definire percorsi di formazione, progetti di conciliazione di vita e di Lavoro e strumenti di Lavoro agile per i dipendenti comunali e delle partecipate. 
  • Costruire un piano pluriennale di assunzioni che vada a rafforzare i servizi al Cittadino e tutte le attività che in questi anni sono state radicalmente ridotte. 
  • Promuovere un piano per Venezia digitale e trasparente a partire dalla massima trasparenza sulla smart control room. 
  • Definizione della piattaforma pubblica dei dati urbani, con dati accessibili su mobilità, qualità dell’aria, acqua, rifiuti, sicurezza urbana, servizi e cantieri, per migliorare trasparenza e decisioni.

Indicatori di verifica

  • Quota di nomine coperte tramite selezione pubblica.
  • Tempi e completezza di pubblicazione dei dati.
  • Numero di report periodici pubblicati e discussi in Consiglio.

Scadenza

Impegno

100 giorni

delibera di indirizzo e regolamenti per le selezioni pubbliche. Piano per la valorizzazione del personale comunale e delle partecipate. 

12 mesi

operatività dell’Osservatorio e primo report. Progetto Venezia Smart City. Rafforzamento degli strumenti di valutazione del benessere organizzativo. 

Fine mandato

standard consolidati di trasparenza e riduzione delle aree di rischio. Analisi del benessere organizzativo del personale consolidata con report di fine mandato. 

4. LA CITTÀ DEGLI ANZIANI E DEI DIRITTI 

La cura non è un tema marginale o solo riferito agli anziani: è una infrastruttura pubblica essenziale che riguarda non autosufficienza, salute, sicurezza sociale, tempi di vita, accesso ai servizi, qualità ambientale e pari opportunità. Una città della cura è una città che non lascia sole le famiglie, non scarica il lavoro di cura sulle donne e costruisce un welfare di prossimità capace di tenere insieme diritti sociali e qualità urbana.

Dentro questa direttrice trovano posto anche le proposte sulle donne: occupazione femminile, conciliazione, formazione, sicurezza, contrasto alle discriminazioni e alla violenza, salute e autodeterminazione. Non un capitolo separato, ma una chiave di lettura dell’intera città.

Questi temi devono essere patrimonio di confronto attraverso lo strumento della contrattazione sociale che può rappresentare uno strumento utile a condividere scelte e azioni per il benessere e la qualità della città. 

4.1 Welfare di prossimità e non autosufficienza 

Obiettivo. Rafforzare i servizi territoriali e la domiciliarità, rendendo trasparenti criteri, liste, rette e presa in carico integrata.

Impegni prioritari

  • Istituzione del tavolo sulla contrattazione sociale.
  • Attivare sportelli sociali territoriali comunali a livello di municipalità con una presa in carico integrata tra sociale e sanitario.
  • Rendere pubblici bisogni, liste d’attesa, criteri di accesso e compartecipazioni economiche.
  • Rafforzare l’assistenza domiciliare e i servizi di prossimità per anziani, persone con disabilità e famiglie fragili.

Indicatori di verifica

  • Tempi medi di presa in carico.
  • Numero utenti assistenza domiciliare e ore erogate.
  • Liste d’attesa per servizi e residenzialità.

Scadenza

Impegno

100 giorni

definizione degli standard e mappa dei bisogni per quartiere.

12 mesi

incremento dei servizi domiciliari e avvio del piano caregiver.

Fine mandato

riduzione stabile delle liste d’attesa e miglioramento della copertura dei servizi.

4.2 Sanità territoriale, salute pubblica e benessere

Obiettivo. Fare della salute una priorità urbana, rafforzando l’integrazione con l’ULSS e i servizi di prossimità.

Impegni prioritari

  • Istituire un tavolo stabile Comune-ULSS su territorio, domiciliarità, fragilità e accessibilità ai servizi di base.
  • Mettere a disposizione spazi, sedi e supporti logistici per i servizi territoriali e per la medicina di prossimità.
  • Promuovere programmi su dipendenze, salute mentale, benessere, sport e vita all’aria aperta.
  • Assumere la qualità ambientale come criterio di salute pubblica: verde, rumore, calore, inquinamento e accessibilità.

Indicatori di verifica

  • Numero di servizi territoriali attivi e bacini coperti.
  • Azioni congiunte Comune-ULSS avviate.
  • Indicatori disponibili su accesso ai servizi di base e utilizzo degli spazi di prossimità.

Scadenza

Impegno

100 giorni

tavolo Comune-ULSS e priorità territoriali.

12 mesi

prime azioni su sedi, servizi e protocolli operativi.

Fine mandato

rafforzamento strutturale dell’integrazione socio-sanitaria.

4.3 Venezia città delle donne: lavoro, tempi di vita, sicurezza, autodeterminazione

Obiettivo. Rendere Venezia una città che rimuove gli ostacoli alla piena partecipazione delle donne nella vita lavorativa, sociale, culturale e decisionale.

Impegni prioritari

  • Sostenere l’occupazione femminile attraverso servizi accessibili, orari compatibili con la vita delle famiglie e monitoraggio del pay gap nelle realtà partecipate e affidatarie del Comune.
  • Promuovere modelli organizzativi pubblici e privati che favoriscano conciliazione, flessibilità, lavoro agile regolato, welfare aziendale e tempi di lavoro compatibili con una vita dignitosa.
  • Prevedere incentivi, percorsi di reinserimento, formazione continua e sostegno all’imprenditoria femminile, anche nei settori innovativi e STEM.
  • Rafforzare con un aumento delle risorse, delle case protette e di tutte le attività connesse al Centro Antiviolenza. 
  • Garantire parità di genere nelle nomine, negli organismi di governo, nelle partecipate e nei processi decisionali dell’amministrazione.
  • Rendere la città più sicura per le donne con illuminazione, presidio di quartiere, trasporto pubblico intensificato nelle fasce serali e azioni contro degrado, molestie e violenza.
  • Promuovere educazione al rispetto, contrasto agli stereotipi di genere, salute sessuale e riproduttiva, accesso allo sport e benessere.
  • Costruzione del bilancio di genere. 

Indicatori di verifica

  • Tasso di occupazione femminile e presenza delle donne nei ruoli apicali delle partecipate e degli organismi comunali.
  • Numero di servizi e misure di conciliazione attivati.
  • Indicatori di sicurezza urbana e utilizzo del trasporto serale/notturno da parte delle donne.

Scadenza

Impegno

100 giorni

atto di indirizzo su parità di genere, nomine e piano sicurezza urbana integrata.

12 mesi

attivazione delle prime misure di conciliazione, reinserimento e formazione. Definizione del bilancio di genere. 

Fine mandato

miglioramento misurabile dell’occupazione femminile, della rappresentanza e della sicurezza percepita.

4.4 Sicurezza sociale, spazio pubblico e città verde

Obiettivo. Costruire sicurezza attraverso servizi, presidio sociale e qualità dello spazio pubblico, non solo con logiche di ordine pubblico.

Impegni prioritari

  • Rapporto annuale sulle disuguaglianze urbane, municipalità per municipalità, che metta insieme casa, redditi, servizi, mobilità, salute, verde, accesso culturale e discriminazioni.
  • Adottare piani integrati di sicurezza urbana con forte componente sociale, educativa, abitativa e sanitaria.
  • Rafforzare presidi di prossimità, mediazione sociale e culturale, unità di strada e sportelli nei quartieri.
  • Riportare la Polizia Locale alle proprie attività di polizia amministrativa. 
  • Attuare un piano urbano del verde fondato su criteri di equità territoriale e accesso diffuso a parchi, alberature e spazi ombreggiati.
  • Riqualificare illuminazione, manutenzione, arredo urbano e percorsi pedonali sicuri, con particolare attenzione ai luoghi della vita quotidiana di donne, anziani, bambini e fragili.

Indicatori di verifica

  • Copertura arborea e accesso al verde di prossimità.
  • Numero di presidi sociali e di interventi di riqualificazione attivati.
  • Indicatori di vivibilità e percezione di sicurezza per quartiere.

Scadenza

Impegno

100 giorni

definizione delle aree prioritarie e mappatura del verde urbano.

12 mesi

avvio dei primi interventi di presidio e riqualificazione. Primo rapporto annuale sulle disuguaglianze urbane. 

Fine mandato

riduzione delle disuguaglianze ambientali e miglioramento della sicurezza percepita.

4.5 Comunità solidale 

Obiettivo. Riconoscere la pluralità sociale e culturale che vive Venezia come una componente strutturale della città e costruire politiche pubbliche che favoriscano integrazione, uguaglianza sostanziale, accesso ai diritti, partecipazione e coesione sociale. Una città multiculturale non si governa alimentando paure o separazioni, ma rafforzando servizi, diritti, mediazione, scuola, cultura e presidi di prossimità. Il Comune deve assumere la lotta alle discriminazioni come politica trasversale dell’amministrazione, contro il razzismo, l’esclusione sociale, l’antisemitismo, l’islamofobia, il sessismo, l’omolesbobitransfobia e ogni altra diseguaglianza che colpisce chi vive la città. 

Impegni prioritari

  • Costruzione della direzione comunale per i diritti e contro le discriminazioni. Alla direzione spetterà il compito di costruire strumenti per l’ascolto e la raccolta delle segnalazioni, il coordinamento con scuole, servizi sociali, Ulss, terzo settore e associazioni, il monitoraggio dei fenomeni discriminatori sul territorio e la promozione di campagne pubbliche di sensibilizzazione.
  • Attivazione di uno sportello comunale per l’integrazionein ciascuna Municipalità capace di accompagnare cittadini stranieri e famiglie nei percorsi di accesso alla residenza e alle pratiche amministrative, ai servizi scolastici, ai servizi sanitari, per le scelte riferite all’orientamento al lavoro e alla formazione, al sostegno abitativo e alla mediazione linguistica e culturale.
  • Approvazione del piano comunale contro tutte le forme di discriminazione. Nel piano andranno definite le seguenti politiche: formazione obbligatoria del personale comunale, protocolli contro le discriminazioni nell’accesso ai Servizi, percorsi educativi nelle scuole comunali, campagne pubbliche annuali, raccolta e pubblicazione di dati e segnalazioni.
  • Istituzione della Consulta cittadinache coinvolga associazioni, comunità presenti sul territorio, sindacati, scuole, università, terzo settore, realtà religiose e culturali, con compiti consultivi e propositivi sulle politiche di integrazione, convivenza e pari opportunità.

Indicatori di verifica

  • Istituzione della Direzione Comunale e dello Sportello per l’integrazione.
  • Numero di accessi allo sportello.
  • Numero di interventi di mediazione linguistica e culturaleattivati nei servizi comunali.
  • Approvazione del Piano comunale contro le discriminazioni.
  • Istituzione e numero di riunioni della Consulta cittadina per la convivenza e l’inclusione.
  • Pubblicazione annuale di un Rapporto sulla convivenza, i diritti e l’inclusione in città.

Scadenza

Impegno

100 giorni

istituzione della Direzione, dello Sportello e della Consulta. 

12 mesi

approvazione del Piano contro le discriminazioni.

Fine mandato

fare di Venezia una città che affronta la pluralità non come emergenza, ma come dato strutturale da governare con diritti, uguaglianza e coesione sociale. 

4.6 Anziani, invecchiamento attivo, domiciliarità e lotta alla solitudine

Obiettivo. Fare di Venezia una città più capace di prendersi cura delle persone anziane, contrastando solitudine, non autosufficienza, fragilità economica e isolamento sociale, e costruendo un sistema integrato di servizi, spazi, relazioni e interventi pubblici che permetta di invecchiare con dignità, restare il più possibile a domicilio e continuare a vivere pienamente la città.

Impegni prioritari 

·       Il Comune istituisce un Piano cittadino per contrastare l’isolamento sociale, che preveda la mappatura delle situazioni di fragilità, la rete di prossimità nei quartieri, il raccordo con servizi sociali, Ulss, terzo settore, sindacati pensionati e associazionismo. Nel piano dovrà essere contenuto anche un programma cittadino di attività culturali, motorie e sociali per l’invecchiamento attivo

·       Il Comune definisce un programma per la domiciliarità e l’adattamento degli alloggi pubblici sia in raccordo con Insula che con Ater. Nel programma andranno definiti contributi e convenzioni per l’adattamento delle abitazioni, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il sostegno all’installazione di ausili e dispositivi utili alla sicurezza domestica. 

  • Tavolo di coordinamento con Ater e Insula per verificare la congruità degli alloggi assegnati, in particolare nella città storica dimensione degli alloggi e piano di ubicazione per evitare possibili fenomeni di isolamento sociale.
  • Costituzione di un fondo specifico con accesso secondo criteri legati alla condizione economica per contributi in merito all’adattamento degli alloggi. 
  • Avviare un piano comunale per rendere gli spazi urbani più accessibili e più vivibili per la popolazione anziana, con più panchine nei quartieri, più servizi igienici pubblici accessibili, percorsi pedonali sicuri, illuminazione adeguata, fermate dei mezzi pubblici accoglienti e spazi pubblici più fruibili.
  • Piano comunale per l’inclusione digitale con punti di accesso, facilitatori digitali, servizi accessibili, formazione e contrasto al divario digitale.  

Indicatori di verifica

  • Numero di interventi di accompagnamento o supporto domiciliare attivati.
  • Numero di alloggi adattati o sostenuti con interventi per la domiciliarità.
  • Numero di barriere architettoniche rimosse in spazi pubblici e servizi comunali.
  • Numero di panchine, servizi igienici accessibili e interventi di miglioramento urbano realizzati.

Scadenza

Impegno

100 giorni

tavolo permanente sull’invecchiamento e la non autosufficienza.

12 mesi

approvazione del Piano comunale contro la solitudine degli anziani. 

Fine mandato

rapporto comunale sulla condizione anziana e sulla cura che fotografi l’accessibilità dei quartieri, i servizi, gli spazi pubblici per la popolazione anziana. Consolidare una rete cittadina di attività per l’invecchiamento attivo e la partecipazione sociale.

Conclusione

La Cgil Venezia propone ai candidati sindaci di assumere impegni formali sulle direttrici contenute nel documento. 

L’obiettivo non è sommare promesse, ma definire scelte verificabili che ricostruiscano residenza, qualità del lavoro, welfare, partecipazione e giustizia sociale. Il Comune deve tornare ad essere il luogo in cui si governa la città dei residenti, non il semplice amministratore delle sue pressioni.