MOSE: dal tavolo nessuna certezza

Il tavolo istituzionale di oggi si chiude senza le risposte attese: la regia sull’opera torna al MIT e a Roma, il decreto verrà modificato, ma nessuno sa come e quando.

CGIL, CISL e UIL chiedono certezze sulle lavoratrici e sui lavoratori, a partire dai casi urgenti come Thetis e dal passaggio degli altri addetti.

L’incontro di oggi sul futuro del MOSE si è concluso senza che i nodi fondamentali venissero sciolti. La conclusione dell’opera torna nelle mani del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Roma: un passaggio che riconosciamo nella sua dimensione istituzionale, ma che non può tradursi in un ulteriore vuoto di certezze per chi lavora ogni giorno per garantire il funzionamento del sistema di protezione della laguna - dichiarano Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia; Michele Zanocco, Segretario generale CISL Venezia; e Giuliano Gargano, Coordinatore provinciale UIL Venezia.

Il tavolo è stato aggiornato a mercoledì 17 giugno, nel pieno delle incertezze. Ci è stato detto che il decreto verrà modificato nei prossimi giorni, ma nessuno ha saputo dirci come e quando. Questo non è accettabile quando sono in gioco posti di lavoro reali, storie professionali concrete e famiglie che attendono risposte.

Le partite più urgenti restano aperte: la situazione di Thetis, a partire dai lavoratori e da quelli che operano in Provveditorato, e il percorso di transizione delle lavoratrici e dei lavoratori degli altri enti coinvolti nell’attuale assetto del MOSE richiedono una definizione immediata, non rinviabile. La tutela dell’occupazione non può essere trattata come un capitolo secondario rispetto alle questioni finanziarie o di governance. 

Come CGIL, CISL e UIL di Venezia lo diciamo con chiarezza: non basta sbloccare i fondi se poi sono a rischio i posti di lavoro. Gli investimenti sull’opera hanno senso se garantiscono continuità occupazionale e valorizzano le competenze specialistiche che in questi anni sono state costruite sul territorio. Qualsiasi scenario di riorganizzazione deve prevedere risposte certe e verificabili per ogni lavoratrice e lavoratore coinvolto.

Al tavolo del 17 giugno chiediamo risposte concrete e chiare sulle sorti di Thetis e sulla prospettiva occupazionale del suo personale; sul percorso di passaggio e sulle garanzie per i lavoratori degli altri soggetti oggi impegnati nella gestione del MOSE; sui contenuti del decreto in via di modifica e sui tempi certi di approvazione; sul ruolo e sull’organico della nuova Autorità per la Laguna e sui suoi impatti sui rapporti di lavoro esistenti.

La disponibilità al confronto istituzionale che abbiamo sempre dimostrato è e resta ferma - concludono Giordano, Zanocco e Gargano - ma il confronto ha senso solo se produce risultati. Mercoledì 17 non può essere la data di ulteriori proroghe: è una scadenza alla quale arrivare con proposte concrete e risposte definitive.