Per la CGIL Venezia, l’audizione conferma un punto che denunciamo da tempo: la salvaguardia della Laguna non può essere trattata come un tema tecnico, mancano le scelte politiche di Governo e Comune che continuano a lasciare nell’incertezza la città.
Il Presidente Rossetto è impegnato a definire l’Autorità ma mancano una governance chiara, finanziamenti certi, valorizzazione delle competenze e responsabilità politiche - dichiarano Daniele Giordano CGIL Venezia; Michele Pettenò FILCTEM CGIL Venezia; Laura Pastrello FILLEA CGIL Venezia e Cristian Modesto FIOM CGIL Venezia.
L’Autorità a oggi ancora non è operativa e questo sta lasciando nell’incertezza molte funzioni, a partire dalle attività di salvaguardia e analisi della laguna su cui non può esserci progettualità senza stabilità.
Rimangono per noi diverse criticità aperte:
- Non si è ancora definito un piano di salvaguardia della laguna a causa dell’incertezza che vive il Provveditorato e l’Autorità stessa.
- Sulle risorse e il personale emerge con chiarezza che ancora ad oggi non ci sono certezze su come dare continuità a tutti i lavoratori impiegati. La costituzione della società in house presso una società in liquidazione come il CVN deve trovare una copertura normativa che ad oggi è assente. Come Sindacato abbiamo sempre chiesto una soluzione per tutti i lavoratori che deve trovare un riscontro chiaro senza fare spezzatini di competenze e professionalità.
-Deve essere chiarito al più presto il percorso per l’eventuale cessione di Thetis o di suo rami aziendali, serve su questo la massima chiarezza su possibili interlocutori come Fincantieri e su ipotesi serie e concrete di rilancio industriale.
- Serve trasparenza e controllo pubblico: dopo la lunga stagione delle gestioni opache e dei grandi affidamenti, serve una discontinuità vera: procedure tracciabili, controllo pubblico reale, accessibilità dei dati, programmazione pluriennale.
Come Cgil, Filctem, Fillea e Fiom - concludono Giordano, Pettenò, Pastrello e Modesto - chiediamo al Consiglio Comunale di impegnarsi unitariamente per chiedere al Governo di chiudere immediatamente questa lunga fase transitoria, dare certezze ai lavoratori e definire un piano di salvaguardia della laguna con adeguati finanziamenti.



