Come CGIL Venezia e FILT CGIL Venezia abbiamo partecipato alla presentazione della ricerca “Il porto per il territorio”.
I dati illustrati oggi dall’Autorità di sistema portuale confermano con evidenza la rilevanza del Porto sotto il profilo produttivo, logistico e occupazionale, così come la sua capacità di generare ricadute che vanno ben oltre il perimetro strettamente portuale. Si tratta di un elemento importante, che rafforza la consapevolezza di quanto il porto rappresenti una infrastruttura decisiva per il presente e per il futuro del territorio.
Proprio per questo - dichiarano Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL Venezia e Alessio Bianchini, Segretario Generale FILT CGIL Venezia - riteniamo necessario che al riconoscimento del suo valore si accompagnino scelte altrettanto chiare e coerenti sul piano del lavoro, della sicurezza, della qualità degli appalti, della sostenibilità ambientale e della trasparenza nei processi di trasformazione in corso.
La crescita del porto, l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e gli investimenti infrastrutturali possono rappresentare un’opportunità rilevante, ma devono essere accompagnati da un forte presidio pubblico e sociale. In particolare, è necessario definire con maggiore forza gli obiettivi relativi all’occupazione stabile, alla qualità del lavoro, alla tutela salariale, al governo dei cambiamenti organizzativi e al ruolo della contrattazione.
Anche sul tema della sicurezza riteniamo importante che, accanto agli strumenti tecnici e ai sistemi di controllo previsti, vi sia una attenzione altrettanto forte all’organizzazione del lavoro, ai carichi, alla qualificazione delle imprese operanti nel sistema degli appalti e alla piena valorizzazione del coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori. Il “Porto per il territorio”deve anche rappresentare un modello di qualità del lavoro, di trasparenza e innovazione rafforzando questi elementi nel Piano triennale.
Se il porto viene giustamente indicato come una risorsa strategica e come un elemento di equilibrio rispetto alla monocultura turistica, allora questo ruolo deve essere rafforzato attraverso un modello di sviluppo fondato su buona occupazione, qualità sociale, sostenibilità e relazioni trasparenti con il territorio. La connessione con l’industria e la produzione deve avere una priorità che affronta le criticità che vedono, nei dati presentati, una trasformazione preponderante verso le attività logistiche e commerciali.
Come CGIL e FILT esprimiamo anche la nostra preoccupazione per le ricadute dei conflitti in atto, in particolare nell’area del medio oriente, che potrebbero determinare difficoltà economiche ed occupazionali.
Il porto è un patrimonio del territorio. Proprio per questo il suo sviluppo deve misurarsi non solo con gli indicatori economici, ma anche con la capacità di produrre lavoro di qualità, sicurezza, sostenibilità e coesione sociale.



