Caldo estremo: CGIL Venezia lancia emergenzacaldo.it

CGIL Venezia e SPI CGIL Venezia hanno inviato il 23 giugno una lettera ai sindaci dei Comuni della Città Metropolitana e ai direttori generali delle ULSS 3 Serenissima e ULSS 4 Veneto Orientale per chiedere informazioni puntuali sui piani caldo attivati nei diversi territori.

Giordano: una web app per ricevere segnalazioni e informare lavoratrici e lavoratori

Abbiamo lanciato la web app emergenzacaldo.it per le lavoratrici e lavoratori che non trovano una risposta, che non hanno il sindacato nel loro luogo di lavoro e non sanno a chi rivolgersi - prosegue Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia. Chi è una lavoratrice o un lavoratore trova la sintesi dell’ordinanza regionale sul lavoro in condizioni di caldo estremo e un modulo per segnalare situazioni di rischio o chiedere se le misure adottate dalla propria azienda sono sufficienti. In caso di emergenze o di criticità sanitarie l’indicazione resta quella di rivolgersi sempre al 112.

 

Ancora una volta stiamo vivendo un’emergenza annunciata a cui vengono date risposte insufficienti - prosegue Giordano. L’ordinanza regionale sul lavoro in condizioni di caldo estremo risulta lacunosa: non vi è riferimento alle attività metalmeccaniche, né al Porto, né alla logistica, lasciando di fatto in una situazione di pericolo moltissime lavoratrici e lavoratori.

 

Giordano e Tronco: il piano caldo non sia adempimento burocratico

L’ondata di calore che sta interessando il Veneziano rende necessario verificare non soltanto l’esistenza formale delle misure previste, ma la loro reale capacità di intervenire a sostegno delle persone più esposte: anziani, bambini, persone con patologie e tutti coloro che rischiano maggiormente conseguenze per la salute durante le giornate di temperature elevate - dichiarano Daniele Tronco, Segretario generale SPI CGIL Venezia e Daniele Giordano Segretario Generale Cgil Venezia. 

 

Il rischio è che il piano caldo resti un adempimento burocratico, senza tradursi in servizi, informazione, assistenza e interventi concreti per chi ne ha bisogno. Serve invece una ricognizione trasparente delle difficoltà. Gli accessi ai pronto soccorso fuori da un periodo influenzale sono un indicatore di come il caldo stia incidendo sulla salute delle persone: accade perché chi è più fragile non trova altre risposte, altri luoghi a cui rivolgersi per la tutela della salute e per la presa in carico.

 

Tronco: anziani in difficoltà anche nelle attività essenziali

Come SPI - prosegue Tronco - riceviamo segnalazioni di persone anziane preoccupate anche nello svolgimento di attività essenziali, come fare la spesa o recarsi in farmacia, per il timore di malori legati al caldo. Per questo abbiamo chiesto alle amministrazioni comunali e alle Aziende ULSS di rendere noti i contenuti dei piani predisposti, la loro effettiva operatività e le eventuali criticità organizzative, di personale o di risorse economiche.