25 Aprile: una straordinaria giornata di lotta

Quella di oggi è stata una straordinaria giornata di lotta, partecipazione e democrazia.

Migliaia di lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati, giovani e cittadini sono scesi in piazza a Venezia per celebrare il 25 aprile non come una semplice ricorrenza, ma come una scelta viva, attuale, necessaria.

È stata una grande piazza di cambiamento, una piazza che vuole cambiare la società a partire da Venezia - dichiara Daniele Giordano Segretario Generale CGIL Venezia. Una piazza che ha ribadito con forza che i valori della nostra Costituzione non sono parole astratte, ma diritti da difendere ogni giorno: il lavoro, la libertà, la giustizia sociale, la democrazia, l’uguaglianza.

Il 25 aprile ci ricorda una verità fondamentale, che la libertà non ci è stata regalata. La libertà nasce dalla lotta partigiana di Liberazione contro il nazifascismo, dal sacrificio di donne e uomini che hanno scelto da che parte stare, pagando spesso con la vita la possibilità per tutti noi di vivere in un Paese libero e democratico. 

Oggi, in quella stessa memoria, abbiamo ribadito anche un altro messaggio con grande chiarezza, il lavoro vuole la pace. Perché sono sempre le lavoratrici, i lavoratori, i più deboli, le famiglie e i pensionati a pagare il prezzo più alto delle guerre, delle tensioni internazionali, della crisi energetica e dell’aumento dei carburanti. 

Lo vediamo ogni giorno, il caro energia e il caro carburanti colpiscono i salari, aumentano i costi della vita, impoveriscono le famiglie, mettono in difficoltà le imprese sane e rendono ancora più fragile chi già vive una condizione di precarietà.

Per questo la pace non è uno slogan. È una condizione concreta per garantire lavoro, diritti, sicurezza sociale e futuro. Chi lavora ha bisogno di pace, non di guerra. Ha bisogno di investimenti, non di tagli. Ha bisogno di politiche industriali, salari dignitosi, servizi pubblici, sanità, scuola, casa e trasporti accessibili.

Da Venezia arriva oggi un messaggio forte, il 25 aprile è il fondamento della nostra democrazia e deve continuare a vivere nelle lotte di oggi. Difendere la Costituzione significa costruire una società più giusta. Significa stare dalla parte del lavoro. Significa scegliere la pace. Significa non arrendersi a disuguaglianze, precarietà e paura. 

La piazza di oggi ci dice che esiste una comunità larga, consapevole e determinata che vuole cambiare rotta. Da qui ripartiamo - conclude Giordano - con la memoria della Liberazione e con la forza del lavoro, per costruire una Venezia più giusta, più libera, più solidale.