CGIL, CISL e UIL di Venezia lanciano la manifestazione nazionale del Primo Maggio che quest’anno si terrà a Marghera, con inizio alle ore 10.00 da Piazza Mercato
dove parleranno lavoratrici, lavoratori e pensionati e ci saranno le conclusioni con gli interventi dei Segretari generali nazionali PierPaolo Bombardieri, Daniela Fumarola e Maurizio Landini.
Per le organizzazioni sindacali veneziane si tratta di un appuntamento di grande orgoglio e di enorme responsabilità. Da Marghera, luogo simbolo della storia industriale italiana, partirà un messaggio forte e chiaro: il lavoro deve tornare a essere dignitoso, stabile, sicuro, tutelato e di qualità.
Il Primo Maggio a Marghera - dichiarano Daniele Giordano Segretario Generale Cgil - Michele Zanocco Segretario Generale Cisl e Giuliano Gargano Coordinatore Uil - sarà una grande mobilitazione contro il dumping contrattuale, contro le paghe da fame, contro il lavoro precario e povero, contro un modello economico che scarica sui lavoratori il costo delle transizioni, delle crisi e delle ristrutturazioni. Ma sarà anche una manifestazione per chiedere con forza il rilancio dell’industria, politiche pubbliche vere, investimenti, innovazione, formazione e buona occupazione.
Porto Marghera rappresenta ancora oggi una delle più grandi possibilità di riconversione industriale del Paese. Una possibilità che però non viene colta fino in fondo e che rischia, senza scelte coraggiose e una regia pubblica autorevole, di trasformarsi nell’ennesima occasione perduta. Non possiamo permettere che un intero territorio venga abbandonato all’incertezza, alla frammentazione e alla mancanza di una strategia.
Servono progetti concreti e di lungo periodo, capaci di creare lavoro stabile e qualificato. Serve garantire che l’industria continui a essere considerata un settore strategico su cui investire. Serve governare la transizione ambientale, energetica e tecnologica, non subirla. A Marghera questo significa mettere insieme bonifiche, innovazione, chimica, energia, portualità, manifattura, logistica sostenibile, ricerca e nuove filiere produttive.
Le crisi del nostro territorio lo dimostrano con chiarezza. Dalle incertezze sul futuro di Eni e sulle mancate scelte industriali, alle difficoltà che attraversano pezzi importanti del sistema produttivo veneziano, emerge un dato evidente: senza interventi forti, senza politiche industriali vere, senza un ruolo pubblico capace di programmare e indirizzare gli investimenti, il rischio è quello di perdere lavoro, competenze e futuro.
La vicenda di InvestCloud a Marghera rappresenta un esempio negativo e preoccupante, l’intelligenza artificiale utilizzata non come leva di innovazione condivisa, ma come strumento per giustificare licenziamenti e riduzione del lavoro. È il segno di un ritardo profondo dell’Italia e dell’Europa nel governo delle trasformazioni tecnologiche. La tecnologia deve servire a migliorare il lavoro, non a cancellarlo. L’innovazione senza diritti produce solo nuove disuguaglianze.
Per questo - Concludono Giordano - Zanocco - Gargano - il Primo Maggio nazionale a Marghera non sarà solo una celebrazione. Sarà una giornata di lotta, di proposta e di mobilitazione. Da questo territorio vogliamo dire che il lavoro non può essere povero, non può essere precario, non può essere svalutato. Vogliamo dire che l’industria va rilanciata, non smantellata. Vogliamo dire che la transizione va governata con i lavoratori, non contro i lavoratori.
CGIL, CISL e UIL Venezia invitano lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati, giovani, cittadini e cittadine a partecipare alla manifestazione nazionale del 1° Maggio a Marghera.
L’appuntamento è alle ore 10.00 in Piazza Mercato.
Da Marghera deve partire una grande richiesta di cambiamento, lavoro dignitoso, industria, diritti e futuro per Venezia e per tutto il Paese.



