“VENEZIA CITTÀ DI VETRO”: Martella, Martini e Boldrin si impegnano per il manifesto per la trasparenza.

Tre candidati sindaco si impegnano ad attuare le proposte del documento programmatico presentato da CGIL Venezia e Libera Venezia contro la corruzione e per la trasparenza nelle istituzioni. Silenzio agghiacciante dalla destra, i cui esponenti figurano tra gli indagati nell’inchiesta “Palude”.

CGIL Venezia e Libera Venezia accolgono con soddisfazione l’impegno assunto da Andrea Martella, Andrea Martini e Michele Boldrin a recepire e attuare i contenuti del documento programmatico veneziacittàdivetro, presentato pubblicamente nei giorni scorsi a Mestre in vista delle elezioni comunali di Venezia 2026. I tre candidati sindaco hanno dichiarato di condividerne i contenuti e di assumersi un impegno alla sua attuazione.

Il documento, elaborato a partire dalla vicenda giudiziaria “Palude” che ha colpito duramente il Comune di Venezia, individua tre pilastri irrinunciabili per un cambio di paradigma nell’amministrazione pubblica locale: merito e indipendenza nelle nomine, con selezioni pubbliche e competitive per tutti i ruoli chiave; anticorruzione come sistema operativo, con una netta separazione tra decisione politica e gestione tecnica e un Responsabile anticorruzione pienamente autonomo; accountability piena e monitoraggio civico, attraverso un Osservatorio Legalità e Trasparenza indipendente e un accesso aperto e facilitato ai dati pubblici per tutti i cittadini.

La corruzione non è un reato senza vittime - dichiarano Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL Venezia e Clotilde Ocone Referente Libera Venezia. Sottrae diritti, consuma beni comuni, allarga le disuguaglianze, trasforma le istituzioni da casa di tutte e tutti a spazio accessibile solo a pochi. Vogliamo una Venezia che torni ad essere conoscibile, verificabile, accessibile alla cittadinanza. La trasparenza non è uno slogan: è l’infrastruttura su cui poggia la democrazia.

Colpisce, per contrasto, il silenzio del centrodestra. Nessuna risposta, nessuna presenza, nessuna controproposta. Nessuna parola nella campagna elettorale. Un silenzio che suona come imbarazzo, e che è difficile non mettere in relazione con il fatto che tra gli indagati nell’inchiesta “Palude” figurano esponenti politici di quella stessa area. La trasparenza dovrebbe essere un valore condiviso, al di là degli schieramenti. Evidentemente, per qualcuno, la legalità non è ancora considerata un requisito imprescindibile per governare.

Nel sito Veneziacittadivetro.it si possono verificare le proposte, ma anche fare segnalazioni del tutto anonime su fenomeni distorsivi o corruttivi. La partecipazione diretta dei cittadini è un altro elemento essenziale per la qualità delle pubbliche amministrazioni. 

Quando le istituzioni vengono catturate da interessi particolari, le prime a pagarne il prezzo sono le lavoratrici e i lavoratori, i servizi pubblici, la qualità della vita. La trasparenza non è un lusso: è la condizione minima perché la democrazia funzioni davvero.

Il documento veneziacittàdivetro è pubblicamente disponibile al link www.veneziacittadivetro.it e sarà utilizzato come strumento di verifica dell’azione amministrativa della prossima giunta comunale. Continueremo a monitorare il rispetto degli impegni assunti - concludono Giordano e Ocone - chiedendo risposte concrete entro le scadenze previste: regolamento sulle selezioni entro 30 giorni dall’insediamento, nuovo Piano Anticorruzione e avvio dell’Osservatorio entro 120 giorni, Rapporto Legalità e Trasparenza con cadenza annuale.