QUATTORDICESIMA PER I PENSIONATI. UN ULTERIORE PASTICCIO DELL'INPS E UN ULTERIORE SFORZO DEI PATRONATI NELLE VALUTAZIONE DELLE PENSIONI Anche quest’anno molte Pensionate e molti Pensionati che hanno diritto alla 14. mensilità non l’hanno ricevuta con la pensione di luglio come previsto dalla legge.
In questi giorni gli sportelli dell’INPS (i pochi rimasti) e i centralini telefonici sono presi d’assalto dai Pensionati che si aspettavano di riceverla. Purtroppo, come  al solito, non riescono ad avere informazioni “vere” sul perché gli è stato negato questo diritto. Spesso, in modo “troppo sbrigativo”, vengono invitati a rivolgersi a un Patronato, come se la responsabilità del mancato pagamento non fosse proprio e solo dell’INPS

La quattrordicesima. è stata introdotta con un accordo sindacale nel 2007 ed è stata estesa e migliorata con un ulteriore accordo nel 2016. Si tratta di una cifra che va dai 400 ai 650 € in relazione al reddito e agli anni di contributi versati, è destinata ai Pensionati con redditi lordi inferiori a 750 e ai 1.000 € mensili.
La legge ne prevede il pagamento “d’ufficio” da parte dell’INPS a tutti coloro che ne hanno i requisiti ma, come per molte altre prestazioni destinate ad integrare le pensioni più basse, l’INPS addotta procedure e modalità che, come si verifica purtroppo sempre più spesso, comportano la negazione o tempi lunghi e defaticanti attività (code, domande, fornitura di dati già conosciuti da INPS e Agenzia delle Entrate) per ottenere il “pagamento” dei propri Diritti.
In questi primi giorni di luglio sono molti i Pensionati e soprattutto le Pensionate che si stanno rivolgendo alle sedi del nostro Sindacato per avere informazioni e sono già molte le domande di “ricostituzione” presentate per “costringere” l’INPS a pagare questa prestazione a tutti coloro che ne hanno Diritto.
È proprio su questa attività che come SPI abbiamo sviluppato in questi anni, in sinergia con il Patronato INCA CGIL, una grande attività per garantire la piena fruizione di tutti Diritti ai Pensionati, in particolare a quelli con pensioni più basse e più anziani, che hanno maggiori difficoltà (problemi di salute e di solitudine) e minori strumenti per conoscere e ottenere i propri diritti.
Questo impegno perché, com’è giusto ricordare queste prestazioni non sono “concessioni assistenziali” ma Diritti conquistati dal movimento sindacale e come tali ne va garantito a tutti il loro godimento. La nostra iniziativa sui “Diritti Inespressi” in questi anni ha consentito a migliaia di Pensionati e Pensionate della Provincia di Venezia di ottenere i propri diritti e di avere circa 3 milioni di euro di arretrati. E continueremo così!

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