I pensionati della gestione privata residenti in Italia, che ricevono dall'Inps prestazioni collegate al reddito sono obbligati a rendere la dichiarazione reddituale all’Inps. Il termine ultimo stabilito dall’Istituto per la presentazione della dichiarazione reddituale dell’anno 2014 (Campagna RED ordinaria 2015) è il 31 marzo 2016. Nella circolare n. 195 del 30 novembre 2015, l'Inps avverte che "in caso di mancata comunicazione nei tempi e nelle modalità stabilite dagli Enti stessi, si procede alla sospensione delle  prestazioni collegate al reddito nel corso dell'anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa"."Qualora - spiega l'Inps - entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione, si procede alla  revoca in via definitiva delle prestazioni collegate al reddito e al  recupero di tutte le  somme erogate a tale titolo nel corso dell'anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa"."Nel caso in cui la comunicazione dei redditi sia presentata entro il suddetto termine di 60 giorni, gli Enti procedono al ripristino della prestazione sospesa dal mese successivo alla comunicazione, previo accertamento del relativo diritto anche per l'anno in corso”.Già dallo scorso anno, l’Istituto non è tenuto ad inviare il modello RED ai pensionati interessati alle verifiche. Pertanto, non saranno più inviate le comunicazioni cartacee ai cittadini per richiedere dichiarazioni reddituali, che resta comunque un obbligo.Sono tenuti a comunicare la posizione reddituale i titolari di prestazioni collegate al reddito, quali sono, per esempio, le integrazioni al minimo, le pensioni e gli assegni sociali, assegni per il nucleo familiare, trattamenti di famiglia.La comunicazione dei dati reddituali attraverso il modello RED deve essere effettuata anche da coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi al fisco, che possiedono redditi ulteriori a quelli da pensione.Fra i redditi che, in base alle rilevanze, devono essere comunicati all’Istituto, in quanto non dichiarati nei modelli 730 o UNICO, vi sono: reddito di lavoro dipendente prestato all’estero. L’obbligo sussiste quando tale reddito in toto o in parte non deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi (nei modelli 730 o UNICO). Oltre all’importo prodotto deve essere indicato anche il periodo di produzione del reddito; redditi da interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e altri titoli di Stato; prestazioni assistenziali in denaro erogate dallo Stato o altri Enti Pubblici o Stati esteri (escluse le indennità di accompagnamento per invalidi civili di comunicazione per i sordomuti e quelle previste per i ciechi parziali ed altre prestazioni presenti nel Casellario); altri redditi non assoggettabili a IRPEF; redditi derivanti da quote di pensione trattenute dal datore di lavoro; arretrati di lavoro dipendente prestato in Italia e all’estero; arretrati di integrazione salariale; trattamenti di fine rapporto comunque denominati e relative anticipazioni.Sono, inoltre, tenuti a dichiarare la propria situazione reddituale attraverso il modello RED anche coloro la cui situazione reddituale è mutata rispetto a quanto dichiarato all’Istituto l’anno precedente