Il Sindacato Pensionati CGIL di Venezia promuove il controllo generalizzato delle pensioni degli iscritti a partire da quelle più basse (inferiori a 750 € mensili). Da qualche mese gli attivisti dello Spi stanno telefonando agli iscritti per esortarli a controllare la propria pensione perchè negli utimi tempi si sono affastellate norme di difficile lettura specialmente per chi é anziano e non é abituato ad usare strumenti telematici. L'iniziativa di Spi Cgil é stata formalizzata in una conferenza stampa  allargandola da ora - in collaborazione con il patronato Inca Cgil - a tutte le persone che devono affrontare pratiche con gli enti previdenziali. Nella pagina anche  il comunicato Spi Cgil 

In più l'Inps sta chiudendo gran parte degli sportelli che ricevono direttamente gli utenti delegando ai patronati dei sindacati e delle categorie il compito di sbrigare le pratiche. Il paradosso é che il Governo sta tagliando pesantemente proprio i fondi  per i patronati. Si parla di 48 milioni di euro. La tutela dei patronati- è bene ricordarlo perchè non tutti lo sanno- é gratuita per i cittadini. Sostanzialmente fanno da intermediario tra lo Stato e il cittadino (che sia pensionato, lavoratore o che comunque deve rapportarsi con gli enti previdenziali). Per ogni pratica i patronati ricevono un rimborso che comunque non copre le spese di gestione del servizio. Con questi nuovi tagli le strade sono due: o tagliare il servizio di tutela individuale o far pagare al cittadino le pratiche che dovrebbe erogare l'amministrazione pubblica. Questo vuol dire far pagare per far valere i diritti di cittadinanza. Una prospettiva inaccettabile e per questo il Sindacato sta mettendo in campo una serie di iniziative di mobilitazione e di protesta. A Venezia - per esempio- gli sportelli dei patronati di Cgil Cisl e Uil rimarranno aperti anche sabato 5 dicembre per uno "sciopero al contrario" per sottolineare l'importanza della posta in gioco e per smalitire il corposo numero di pratiche che si stanno accumulando in queste settimane. QUESTO IL COMUNICATO


 

Dall’attività di assistenza e tutela dei pensionati, che come SPI svolgiamo da tempo in modo diffuso su tutto il territorio della nostra Provincia, attraverso la presenza nelle nostre 55 sedi di quasi un centinaio di Collaboratori, emerge che molti Pensionati e Pensionate non godono di tutti i loro diritti economici, previdenziali e assistenziali. Parte importante di questi “diritti inespressi” dipende dal fatto che la quasi totalità delle prestazioni assistenziali sono erogate dall’INPS solo ed esclusivamente su domanda degli interessati. Parliamo degli assegni famigliari, delle maggiorazioni sociali, delle integrazioni al minimo, dei supplementi ecc. Si tratta di decine di prestazioni regolate da una miriade di norme legislative che si sono sovrapposte nel tempo e che spesso non sono completamente conosciute nemmeno dagli addetti ai lavori. Abbiamo riassunto le principali nel depliant esplicativo che stiamo diffondendo su tutto il territorio provinciale, in circa 50.000 copie.
Come sindacato, rivendichiamo da anni una riorganizzazione di tutta la materia che, risponda alle mutate situazioni: si pensi ad esempio all’allungamento della vita media che pone problemi nuovi, mai  adeguatamente analizzati e affrontati. Tale riorganizzazione complessiva dovrebbe inoltre determinare, da un lato una maggiore equità nei trattamenti e dall’altro l’applicazione generalizzata, in condizioni definite e accertate, e non facoltativa e su domanda, come oggi avviene.
Ribadiamo l’esigenza di una radicale modifica della “Fornero” che riguardi tutti i Lavoratori e gli oltre 17 milioni di Pensionati e Pensionate, sui quali è ora di smetterla di fare solo “cassa”.
Come SPI intendiamo portare un contributo di chiarezza e un concreto sostegno ai Pensionati a partire dai nostri iscritti e da chi sta peggio, aiutandoli a ottenere tutti i loro diritti.
Qualche numero sulla situazione economica reale dei Pensionati nella provincia di Venezia:
Le pensioni pagate dall’INPS in Provincia di Venezia nel 2015 sono 284.030 (167.117 di vecchiaia/anzianità, 63.770 ai superstiti, 9.834 d’invalidità, 35.572 d’invalidità civile e 7.737 assistenziali).
Sono così distribuite fra i settori, 1.171 ex spettacolo e sport, 39.765 ex dipendenti pubblici, 243.094 ex lavoratori dipendenti, autonomi, artigiani e fondi speciali.
Prendendo a riferimento le fasce di reddito (al lordo), il 18.3% percepisce meno di 500 € e il 41.1% percepisce fra 500 e 1.000 € al mese. Quindi ben il 59.5% percepisce meno di 1.000 € al mese, cioè 168.891 Pensioni sulle 284.030 totali della Provincia.
Il 29.2% si colloca fra 1.000 e 2.000 € (sempre lordi) cioè 82.930. Fra 2.000 e 3.500 € si colloca il 9.8% cioè 27.961, oltre i 3.500 € si collocano 4.248 Pensioni pari all’1.5%.
I Pensionati Iscritti allo SPI di Venezia sono circa 38.000 di questi oltre 12.000 hanno una pensione inferiore a 750 € mensili (di questi oltre 10.000 hanno più di 65 anni).
È proprio a quest’area di Pensionati che è rivolta prioritariamente la nostra iniziativa di controllo. Infatti, è tra queste fasce di reddito, tra queste “pensioni basse”, che possono “scattare” i diritti a prestazioni assistenziali aggiuntive.
Con questa iniziativa intendiamo anche affermare un nuovo approccio nei rapporti con i Pensionati nostri Iscritti; anziché attendere che loro si rivolgano al sindacato, alle nostre sedi per l’assistenza nella tutela dei loro diritti, saremo noi a “andare incontro” ai Pensionati per individuare assieme a loro i diritti inespressi e assistendoli, con il Sistema servizi della CGIL, a ottenerne l’applicazione.
La nostra iniziativa riferendosi a oltre 10.000 Pensionati, si svilupperà nei prossimi sei mesi e si svolgerà con le seguenti modalità:
Abbiamo articolato gli elenchi dei nostri iscritti per ogni Comune (Municipalità per VE) e li abbiamo forniti alle nostre Leghe e Sedi presenti su tutto il territorio della Provincia.
In questi mesi abbiamo svolto un’intensa attività di formazione dei nostri Collaboratori (un centinaio) per metterli nelle condizioni di svolgere l’attività di contatto dei nostri Iscritti e di verifica della loro posizione previdenziale per individuare eventuali diritti inespressi.
Una volta individuate le situazioni carenti, un gruppo più ristretto opererà un controllo più approfondito e predisporrà la pratica per la specifica richiesta che sarà inoltrata all’INPS telematicamente dal Patronato INCA.
Per molte delle prestazioni carenti che saranno individuate, sarà possibile chiedere il pagamento anche degli arretrati non prescritti maturati negli ultimi 5 anni.
Le nostre sedi e i nostri Collaboratori sono e saranno comunque a disposizione di tutti i Pensionati e le Pensionate della nostra provincia, anche non iscritti, che vogliano verificare la loro situazione previdenziale.
Continuerà inoltre la nostra attività di controllo più approfondito delle Pensioni, con particolare riferimento al ricalcolo della misura della pensione, perché a volte gli Enti previdenziali (INPS, INPDAP) le determinano con interpretazioni “restrittive o parziali” nel calcolo, o non considerando le condizioni di “miglior favore” previste. A volte le pensioni sono inferiori al dovuto a causa della non completa applicazione di norme più favorevoli intervenute successivamente (qui torna il concetto della correzione solo a domanda) o per la non completa considerazione dei contributi versati. Quest’attività nel corso degli anni ha consentito di far restituire ai pensionati della nostra provincia centinaia di migliaia di €uro, nel solo 2015 gli arretrati che abbiamo contribuito a far recuperare con i nostri controlli sono oltre 250 mila €.
Confidiamo sul fatto che gli organi di stampa e d’informazione diffondano notizie su questa nostra iniziativa affinché tutti i Pensionati e le Pensionate che possano essere interessate
abbiano l’opportunità di, conoscere, individuare ed ottenere i loro diritti. Ciò è doveroso se si pensa che ci riferiamo ai Pensionati che hanno le condizioni economicamente più difficili, spesso molto anziani, ammalati e soli. E, diciamolo, “abbandonati” dall’INPS che ha innalzato un “muro invalicabile” con l’introduzione della telematizzazione “spinta” dei rapporti e la chiusura di servizi e sportelli sul territorio.
Siamo disponibili ad ogni altra informazione richiesta sull’argomento e sulla nostra iniziativa.