La SLC-CGIL riprende la mobilitazione con lo sciopero dello straordinario dal 1 al 21 agosto 2017, di tutti i dipendenti di Poste Italiane del Veneto.
Non passa giorno senza che il disservizio postale conquisti titoli sui giornali. Ma i cittadini devono sapere che lo scadimento del servizio va di pari passo con il peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti delle Poste: pochi, malpagati, con un’Azienda che ...pretende senza dare.

 L’orario di lavoro è diventato un optional, rispetto a pretese di una prestazione di lavoro progettata a tavolino, ma impraticabile nella realtà, con ritmi di lavoro che, per chi circola su un motorino per recapitare la posta, si traducono in costante repentaglio della sicurezza e della vita.
Gli Stabilimenti Postali del Veneto sono diventati vere "fabbriche” ma di disorganizzazione. Per queste realtà, dietro l’angolo, c’è sempre una nuova ristrutturazione, per ridurre le teste, peggiorando la qualità del servizio.
Non gode di miglior sorte tutto il settore “impiegatizio”, per il quale la riduzione del personale va solo di pari passo con l’aumento della domanda di fatturato sulle attività commerciali, sacrificando gli ultimi residui di socialità del servizio, mentre è sempre più a repentaglio l’apertura mattutina dell’Ufficio Postale.
L’uso disinvolto del precariato, ormai incoraggiato da una legislazione sempre più orientata alla distruzione di lavoro stabile, ha passato ogni limite, senza offrire a questi lavoratori (ormai, sempre più spesso, neanche giovanissimi) sbocchi occupazionali fissi. I processi della cosiddetta riorganizzazione (leggi=taglio di posti di lavoro), sono sempre all’ordine
del giorno, con un taglio dei costi incurante della qualità del servizio alla collettività.
Ma tutto questo, questa amara ricetta, per il Veneto, si spinge sempre un po’ più in là che in altri territori.
Ed è per questo che riprendiamo la mobilitazione da dove l’avevamo interrotta pochi mesi fa,
Nell’incertezza del vertice aziendale. E questa volta è una mobilitazione che comincia d’estate, quando i livelli di insufficienza del personale sono all’apice. Ma è traguardata all’autunno, nel tentativo di condizionare l’agenda di chi guida l’Azienda a prestare una maggiore attenzione a questa Regione, oltre che a cambiarla, finalmente, questa riceLa qualità e socialità del servizio, per noi, vanno di pari passo con la tutela dei posti di lavoro. è per questo che riprendiamo la mobilitazione da dove l’avevamo interrotta pochi mesi fa,
nell’incertezza del vertice aziendale. E questa volta è una mobilitazione che comincia d’estate, quando i livelli di insufficienza del personale sono all’apice, ma è traguardata all’autunno, nel tentativo di condizionare l’agenda di chi guida l’Azienda a prestare una maggiore attenzione a questa
Regione, oltre che a cambiare finalmente questa ricetta.