SINDACO: IL CASINO’E' DELLA CITTA', NON E' TUO!  SCIOPERO IL 24 MAGGIO  Il comunicato stampa dei sindacati della casa da gioco veneziana
La sera del 18 maggio i lavoratori del Casinò di Venezia hanno detto Basta! E hanno votato lo sciopero per il 24 maggio, in concomitanza con la seduta del Consiglio Comunale che dovrà decidere del loro destino e di quello della Casa da Gioco, scrollandosi di dosso preoccupazione e rassegnazione, dando forza e legittimazione alle loro Rappresentanze.

Il Casinò di Venezia continua a erogare al Comune di Venezia ingenti risorse, ben più di quelle fornite da Campione, Saint Vincent e Sanremo, gli altri tre Casinò italiani, che hanno sistemi di convenzione non predatori e che mantengono in sicurezza le loro aziende. Eppure viene definito in perdita, perché, diversamente da quanto indicato recentemente dalla Corte dei Conti, il Comune acquisisce tutti gli incassi e non solo gli utili.Con quella che, a febbraio dello scorso anno, è stata definita razionalizzazione societaria, il Comune ha poi avuto la bella idea di “restituire” alla Casinò di Venezia gli stabili di Ca' Vendramin Calergi e di Ca' Noghera e, con essi, i debiti e mutui ipotecari, per importi che allora ammontavano a 88 Milioni.
È il combinato disposto di questi due elementi che ha “bruciato” il capitale sociale dell'Azienda, mettendola in condizioni prefallimentari! Ma è sempre colpa di “...quelli che c'erano prima...”
Il 22 novembre 2011, l'allora Sindaco Orsoni spiegava, in Consiglio Comunale, le malefatte di “quelli che c'erano prima”: la vendita del marchio alla controllata Meeting & Dining, con un appesantimento finanziario di 1,5 milioni all'anno, fino al 2025, l'indebitamento per l'acquisto del palazzo Ca' Vendramin Calergi per 60 milioni, ecc., ecc. L'allora Sindaco si lanciava poi, giustificato dalla sua denuncia, nella scellerata operazione di Sub concessione, risoltasi, peraltro, in un clamoroso flop.
Ma il peggio è che oggi si è archiviata ogni idea di rilancio e di gestione orientata ad attrarre clientela e fare incassi: come una meteora è passato un Direttore Generale con esperienze internazionali, che hanno scelto e poi liquidato (con che spesa?), forse competente sul gioco, ma all'oscuro di come si fa gestione aziendale. Visto l'accentramento di tutto, trattativa sindacale compresa, forse siamo stati anche ingiusti nel valutare un Consiglio di Amministrazione, insediato da ottobre 2015, che molto probabilmente non è stato granché lasciato lavorare in maniera autonoma.
Un'azienda insomma che non esprime progettualità, anzi totalmente immobile, anzi completamente esautorata.
Fanno il paio con questo idee disinvolte, spregiudicate ipotesi, come quella di chiudere Venezia e fare esuberi che non ci sono, incuranti delle conseguenze, anche sulla Città, anche sulle centinaia di lavoratori dell'indotto. E naturalmente la resa dei conti finale con i privilegiati croupiers e tre mesi di trattativa sindacale che hanno ricordato sempre più … l'OK Corral!
Il Casinò non è del Sindaco, che, per definizione e finché c'è democrazia, è amministratore pro tempore: è della Città! Il fatto che questo Comune lo abbia depredato con ingordigia, non vuol dire che si sia autorizzati a dare il colpo di grazia a questa straordinaria risorsa, invidiata da tanti Enti Locali di questo Paese.
Difendiamo il Casinò e i posti di lavoro, fin qui con la pazienza di Giobbe usata in un tavolo di confronto inusuale e logorante, da adesso con la lotta! Riflettano i Cittadini: ogni qual volta gli Amministratori alzano polemica bugiarda sui redditi dei Croupiers, stanno celando idee malsane su un uso di questa risorsa non esattamente funzionale a ciò per cui è nato: dare alla collettività una risorsa in più, per una Città delicata e complicata.
Federazioni Sindacali Casinò di Venezia Gioco
SLC-CGIL , FISASCAT-CISL, SNALC-CISAL, RLC, UGL-Terziario, SGB