Il Gruppo Caltagirone dopo tante menzogne esce allo scoperto. Francesco Gaetano Caltagirone e Azzurra Caltagirone (vice presidente della FIEG) destrutturano il CCNL dei lavoratori poligrafici, dopo avere intascato gli ultimi provvedimenti previsti dalla Legge di Stabilità per il settore dell’Editoria.

Il 23 febbraio hanno comunicato lo spacchettamento delle attività produttive delle testate dei quotidiani de “Il Messaggero” di Roma, de “Il Mattino” di Napoli, de “Il Gazzettino” di Venezia, in spregio alle regole previste dal contratto nazionale di lavoro.
In modo subdolo il 23 dicembre 2015 hanno costituito le società “Servizi Italia 15 srl”, “Stampa Napoli 2015 srl” e “Stampa Roma 2015 srl” tali società acquisiranno i rami d’azienda delle testate dei quotidiani sopra richiamate.
I rami d’azienda sono stati individuati utilizzando il potere dell’impresa, procedendo a licenziamenti individuali senza giustificato motivo ed a spostamenti forzosi da una attività all’altra. Il tutto si è consumato fuori di ogni regola contrattuale sottoscritta.
77 lavoratrici e lavoratori saranno appaltati in una società esterna con un contratto diverso perdendo le attuali tutele e diritti previste dal vigente contratto, persone che svolgono da anni con capacità e professionalità il loro lavoro.
Il primo aprile la famiglia Caltagirone darà a tutti loro il benservito.
Il giorno 25 febbraio il coordinamento dei rappresentanti dei lavoratori del Gruppo Caltagirone si è riunito a Roma ed ha deciso:
– Lo stato di agitazione in tutte le testate del Gruppo Il Messaggero, Il Mattino, Il Gazzettino, il Corriere Adriatico;
– Una disponibilità di un pacchetto di 3 giornate di sciopero nazionale di Gruppo Caltagirone. La prima giornata di sciopero nazionale del Gruppo viene programmata per il 2 marzo;
– La richiesta di apertura di un confronto nazionale di Gruppo delle aziende editrici Il Messaggero, Il Mattino, Il Gazzettino e Corriere Adriatico, in sede FIEG come previsto dal vigente CCNL (art. 5);
– Il ritiro dei licenziamenti;
– Il ritiro delle cessioni di ramo d’azienda.
Riteniamo che debba essere respinta questa volontà della Proprietà perché è finalizzata a interventi finanziari e nel contempo prova a destrutturare un Settore ed un Contratto che faticosamente, in questi anni di crisi profonda, cerchiamo di ristrutturare per provare a dargli un futuro più rispondente alla realtà del mercato.
Ancora una volta riteniamo che il confronto debba essere ricondotto all’interno delle regole sottoscritte nel Contratto Nazionale di Lavoro e nella prassi consolidata nelle citate Aziende.

Le Segreterie nazionali ed il coordinamento nazionale del Gruppo Caltagirone


 

SCIOPERO DEL GRUPPO CALTAGIRONE. GAZZETTINO MESSAGGERO E MATTINO DI NAPOLI NON SARANNO IN EDICOLA.

Pubblichiamo volentieri nel nostro sito il comunicato del comitato di redazione dei giornalisti del Gazzettino in sostegno dello sciopero dei poligrafici.


Il Comitato di redazione del Gazzettino giudica estremamente grave che il Gruppo Caltagirone abbia creato tre nuove società, la “Servizi Italia 15 Srl”, la “Stampa Roma 2015 Srl” e la “Stampa Napoli 2015 Srl” alle quali verranno trasferiti interi rami d'azienda del settore poligrafico che attualmente fanno parte integrante delle attività produttive legate alle testate "Il Gazzettino" di Venezia, “Il Messaggero” di Roma e “Il Mattino” di Napoli.
Decine di lavoratori di fatto diventeranno dipendenti di società diverse da quelle attuali e per di più con un nuovo contratto, quello del commercio anziché quello dei poligrafici, vedendo all'improvviso svanire le garanzie acquisite in decenni di lotta sindacale e svilire le professionalità che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo di un settore che sta attraversando una fase di profonda crisi.
Ancora una volta il Gruppo Caltagirone invece di investire e rilanciare con progetti produttivi ed editoriali in grado di affrontare le sfide future persegue la strada dei tagli fine a se stessi, aggredendo in particolare il costo del lavoro in una mera ottica contabile.
Da quando Il Gazzettino è stato acquistato da Francesco Gaetano Caltagirone, nel 2006, l'organico aziendale complessivo - giornalisti e poligrafici - è stato più che dimezzato, passando da circa 400 unità a circa 180. Il tutto "finanziato" dai fondi statali a sostegno dell'editoria, con un sistematico svuotamento del patrimonio societario e senza investire in tecnologie e formazione, a dispetto pure dei proclami ufficiali come quello dell'acquisto della nuova rotativa per la stampa a colori, che registrò il plauso del Governatore del Veneto, Luca Zaia.
Il Cdr del Gazzettino, a fianco dei colleghi poligrafici a difesa del giornale di Venezia, del Veneto e del Nordest, sensibilizza le istituzioni pubbliche, culturali, economiche, dalla Regione al Comune, dall'Università alle associazioni di categoria, a scendere in campo per salvare il giornale interprete e presidio dell'identità e delle risorse del territorio cui si rivolge.

Il Cdr del Gazzettino