Abbiamo trovato estremamente azzeccata la metafora delle rose e delle spine per rappresentare l'esordio del confronto con Ilaria Bramezza, nuova Presidente del Casinò di Venezia, avvenuto il 26 febbraio e la successiva rottura consumatasi con quello del 10 marzo, officiata poi con grande rilievo mediatico, scavando solchi che è complicato colmare.

D'accordo: trovare la sintesi fra sei Organizzazioni Sindacali, spesso concorrenti o conflittuali fra loro, non è mai una passeggiata. Ma rappresentano, in misura maggiore o minore, dei lavoratori e, per questi stessi motivi, riportano al tavolo di confronto sensibilità e posizioni ben più articolate di quel liquidatorio e omologante: “i Sindacati non hanno fatto la loro parte”.
Partiamo intanto dai fatti: era stato fissato un ulteriore incontro per il 17 marzo, martedì. Era stato proposto proprio dalla Presidente che, anzi, aveva articolato la proposta nel senso di prevedere la ciclicità di incontri al martedì e questo la dice lunga sulla consapevolezza di quel momento delle complicazioni da districare. L'Azienda si è invece ritirata, senza salutare, lasciando perciò attendere un ritorno, che non c'è stato, con la conferma o la modifica del nuovo appuntamento.
Come confermato poi dai giornali, non ci sarebbe stato nessun nuovo appuntamento e il tavolo di confronto l'aveva rotto, unilateralmente, il Management o, meglio, chi ha dichiarato detenere la delega per le relazioni industriali, cioè la Presidente.
È presto detta la nostra posizione:
SLC-CGIL di Venezia è estremamente preoccupata per le condizioni in cui versa il Casinò di Venezia e per gli andamenti in atto, che non lasciano intravvedere inversioni di tendenza all'orizzonte. Siamo insomma preoccupati per la tenuta dell'Azienda e, quindi, dei posti di lavoro, in una condizione di assetti societari e precarietà della tenuta economica e finanziaria, nella quale l'hanno precipitata le vicende passate e le manovre di predisposizione della fallita subconcessione. Per questi motivi giudica che non c'è tempo da perdere, che tempo se ne è già perso troppo e che l'attesa del nuovo Sindaco e delle decisioni che intraprenderà, quando le intraprenderà, troverà l'Azienda già in dafault!
SLC-CGIL di Venezia ha salutato con favore la Delibera con la quale il Commissario Straordinario ha stabilito la “revisione delle modalità di calcolo del compenso per il triennio 2015-2017”, con la quale “il Comune riconosce alla Società un aumento del compenso (…) pari alla riduzione del costo del lavoro risultante in ciascuno degli anni del triennio rispetto al costo del lavoro risultante nel bilancio dell'esercizio 2014”. In rapporto a tale delibera la palla passa al Sindacato, che può scegliere se sfruttare questa straordinaria opportunità di crescita, investimento e rilancio, oppure usarla come corda alla quale impiccarsi!
Le azioni di marketing integrative al piano di gennaio, presentateci in occasione dell'incontro, di sicuro non sono il ...miracolo dei pani e dei pesci. IL nostro giudizio è che però vanno nella giusta direzione. Consigliamo di applicarsi di più a chi liquida la presenza all'Expo 2015 come un “evento episodico e specifico”, come se stessimo parlando de “La sagra dei osei”.
La straordinaria manovra di abbattimento del costo del lavoro, rappresentata dalle ipotizzate esodazioni anticipate (senza rimpiazzo), approfittando delle previsioni di cui all'art. 4 della Legge Fornero, assieme alle azioni sul lavoro proposte dall'Azienda, limitate e temporanee, rappresentano i campi per i quali si può sviluppare, con la dovuta celerità, il confronto e il conseguente accordo, perché l'Azienda ha finalmente sgomberato il campo da contenuti “irricevibili”, precedentemente presentati.
Ma noi capiamo anche i punti di vista diversi dai nostri, perché è difficile che sia pretesa rapidità, quando si è perso un mucchio di tempo, nostro malgrado: entro le 24 ore dall'insediamento del Commissario Straordinario, abbiamo chiesto, unitariamente, un incontro che non ci è stato concesso, abbiamo sollecitato, abbiamo chiesto di fornire il nostro contributo, con il risultato finale della proposta, a gennaio, di un piano che il rilancio ce l'aveva solo nel titolo.
Del resto come si può dimenticare che la situazione in cui versa la Casa da Gioco è figlia delle passate stagioni politiche? La vendita del marchio alla controllata Meeting & Dining, l'attribuzione del rudere del Casinò del Lido per rimpinguare il capitale sociale, l'enorme debito a cui è stata assoggettata l'Azienda con l'acquisto di Ca' Vendramin Calergi, sono le operazioni effettuate durante l'ultima Giunta Cacciari, per spremere dal Casinò più risorse di quante fosse effettivamente in grado di erogare. La Giunta Orsoni, criticando quelle modalità, trovava la soluzione a questo stato di cose ...vendendo. Il peggio è che l'operazione è stata un flop!
Speriamo perciò che la nuova Presidente non insista con l'evidenza mediatica, tanto cara a questi illustri predecessori, a danno dell'immagine dei vituperati croupiers, per questo stesso motivo così facile da incassare!
Una cosa però è certa, rivolgendo lo sguardo al campo che ci compete, quello sindacale: se dovesse prevalere la linea dell'”aspettiamo i prossimi che arrivano”, si sappia che si sta giocando col fuoco. Ma chi resterà scottato sono i lavoratori e, pertanto, la parola deve tornare a loro.
Mestre, 12 marzo 2015
Il Coordinatore di Settore SLC-CGIL Veneto
Salvatore Affinito