Si è tenuto questa mattina (18 ottobre)  l’incontro presso la Prefettura di Venezia per il tentativo di conciliazione con il Comune. Come organizzazioni sindacali di categoria – dichiarano Giordano (Cgil), Alzetta (Cisl), Ragno (Uil), Lombardo (Diccap) e Barbieri (CSA ral) - abbiamo ribadito i contenuti della nostra piattaforma rivendicativa sulla vertenza dei servizi educativi. In particolare:


- Assunzioni di personale consentite dal Dl Enti Locali per il personale con anzianità di servizio di almeno 36 mesi;
- Nuova organizzazione dei turni e dei servizi attraverso la sospensione della continua mobilità del personale;
- Verifica chiara e puntuale dell’esigenza di prolungare l’apertura del servizio sino alle 17;
- Sospendere le limitazioni sui permessi e gli istituti contrattuali;
- Le modifiche al regolamento del personale dei servizi educativi creano ulteriori disservizi e conflittualità con il personale ausiliario;
- Le prescrizioni in merito ai permessi ed all’istituto della Legge 104 vanno sospesi;
- La scelta di escludere le iscrizioni fuori termine sta indebolendo il servizio.

L’Amministrazione Comunale ha ribadito che le assunzioni da graduatorie in essere che il Comune ha fatto nel numero di 47 sono servite a coprire l’organico e anche le maternità.
La possibilità di de precarizzazione – affermano le organizzazioni sindacali - è prevista nel limite del 50% del piano triennale di assunzioni, ma secondo il Comune, solo per questo settore al netto di quelle già assunte il fabbisogno di personale è sufficiente o al massimo manchevole di 2/3 unità.
Per quanto riguarda i bambini fuori termine il Comune sostiene che siano poche unità e che avrebbero determinato la necessità di nuove assunzioni – cosa che l’Amministrazione non intende fare.
Come organizzazioni sindacali riteniamo gravissima la situazione e il fatto che l’Amministrazione Comunale con i dati della Dott.ssa Grandese sostenga che non vi sia necessità di assunzioni e non vi è esigenza di attuare piani straordinari di assunzione.
Evidentemente si vuole spremere
fino in fondo il personale e destrutturare la qualità del servizio trasformando il servizio educativo in servizio di vigilanza.
Per queste ragioni – concludono - non possiamo che confermare la manifestazione di sabato 22 ottobre a cui auspichiamo che per difendere la qualità e il valore dei servizi educativi partecipino anche le famiglie e i cittadini.
Come organizzazioni sindacali convocheremo a breve l’assemblea per decidere la data di sciopero successiva alla manifestazione.