Il primo incontro sindacale dopo l’approvazione del Decreto Legge che ha permesso di attenuare le penalizzazioni previste per gli enti che non hanno rispettato il Patto di Stabilità si è concluso ieri 18 marzo in maniera TOTALMENTE NEGATIVA

Siamo di fronte a Commissari che ordinano alla delegazione trattante di parte pubblica di cambiare regolamenti, fondi con l’unico segno di PENALIZZARE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL COMPARTO.

LE LORO PROPOSTE SONO STATE RITENUTE INACETTABILI E RESPINTE DALLA RSU E DA TUTTA LA DELEGAZIONE SINDACALE!

È necessario che si fermino e che garantendo la continuità degli attuali istituti come da accordo integrativo si consegni tutta la materia alla nuova Giunta.


La posizione della Cgil Funzione Pubblica in merito alla trattativa del 18 marzo su “Revisione del Regolamento della Performance e proposta Fondo 2015”

La Cgil Funzione Pubblica di Venezia esprime netta contrarietà in merito alla proposta di revisione del Regolamento della Performance . Non si comprende come a pochi mesi dalle elezioni che daranno una guida amministrativa e politica legittimata dal voto si decida di intervenire stravolgendone la impostazione su un Regolamento discusso e condiviso tra l’altro dalla attuale Delegazione Trattante di Parte Pubblica.
In particolare si dissente sulla abolizione dell’acconto della performance individuale, sul superamento della modalità di gestione della performance organizzativa e sui limiti per i ricorsi individuali sulla valutazione.
La Cgil Funzione Pubblica contesta ed esprime netto dissenso in merito alla definizione del Fondo e della cancellazione della parte variabile. Siamo di fronte all’ennesima provocazione contro le lavoratrici e i lavoratori del comparto che si sono mobilitati per evitare le penalizzazioni a seguito del mancato rispetto del Patto di stabilità.
Invitiamo pertanto a mantenere l’attuale gestione provvisoria come nel 2014 demandando le eventuali scelte di modifica alla definizione del bilancio, del piano di rientro.
Anche per quanto riguarda le Alte Professionalità, tralasciando i limiti di merito su alcune proposte, non si comprende come questa scelta sia scorporata da un processo di riorganizzazione dell’Ente che più volte annunciato si è deciso di demandare alla prossima amministrazione. Continuare con scelte parziali, limitate e per certi versi incomprensibili la consideriamo una pratica da superare