Scarsità di organici, cattive condizioni delle strutture, criticità della riforma del settore, mancate nomine dei direttori dei musei: le note dolenti che Fp Cgil, Fp Cisl e Uilpa Uil del Veneto faranno presenti al ministro dei Beni culturali Franceschini

Manifestazione dei lavoratori dei Beni culturali all’inaugurazione della Mostra del Cinema, il pomeriggio del 2 settembre. L’iniziativa, organizzata da Fp Cgil, Fp Cisl e Uilpa del Veneto, prenderà il via alle ore 16 con un presidio nel piazzale Santa Maria Elisabetta. Alle 17,30 si formerà un corteo che attraverserà il Gran Viale e il lungomare Guglielmo Marconi per concludersi davanti al cantiere per il nuovo Palazzo del Cinema (il “buco”), dove i manifestanti resteranno fino alle 20,30.

"I problemi sollevati sono molteplici – sostengono i sindacati regionali –, e i lavoratori intendono sottoporli al ministro Franceschini, cui una delegazione chiederà di essere ricevuta per consegnare e illustrare un documento.
L'evento, cui aderiranno i dipendenti dei musei e delle istituzioni culturali di tutto il Veneto, intende sollevare, partendo dalla realtà della regione, temi e criticità presenti in larga parte del territorio nazionale, a partire dallo stato degli organici e delle strutture, daii problemi legati alla riforma del ministero dei Beni culturali e dalla mancata nomina dei direttori dei musei di seconda fascia".

 
"Di notevole entità (tra il 20 e il 30%) risulta la scarsità degli organici, che comporta difficoltà nelle coperture dei turni, che avvengono con spostamenti continui di personale da una struttura all’altra, mentre vi è una carenza cronica di figure amministrative e si attenua l’impegno delle alte professionalità nel territorio. A ciò, s'intreccia la vertenza per il ritardato pagamento (fra i sei e i sette mesi) del salario accessorio, oltre che per il riconoscimento professionale", proseguono Cgil, Cisl e Uil di categoria.

"Altra grande nota dolente riguarda le condizioni - fino a rasentare problemi di sicurezza – di molti edifici che ospitano reperti e opere d’arte. La denuncia, apparsa sui giornali inglesi, circa lo stato delle Gallerie dell’Accademia, è solo il più macroscopico dei casi, ma non certo l’unico. Per questo, i lavoratori chiedono un programma d'investimenti, che vanno stanziati e previsti per salvaguardare e tutelare un patrimonio pubblico, che rappresenta una delle più grandi ricchezze dell’Italia e la rende unica al mondo", concludono le tre sigle.