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 Il 9 agosto si elegge il nuovo Consiglio Metropolitano di Venezia. La RSU e le organizzazioni sindacali saranno presenti per tutta la giornata con un presidio per chiedere ai "grandi elettori" una verifica urgente - appena eletto il consiglio - per affrontare le questioni irrisolte con la creazione della Città Metropolitana.

Potrebbero essere infatti più di un centinaio i dipendenti che non avrebbero una nuova collocazione dopo la dismissione dell'Istituzione Provincia. Oltre all'impatto occupazionale, ne risentiranno servizi importanti per i cittadini e per il tessuto sociale della Provincia. I settori importanti dove non c'è chiarezza sono la polizia provinciale (che ha competenza sul settore caccia e pesca, specie nella laguna di Venezia - 30 lavoratori); Turismo e cultura  (inutile ribadire l'importanza di queste voci in tutta la ex provincia- 60 lavoratori dell' APT, azienda territoriale per il turismo); l'Istruzione professionale; i Centri per l'impiego;  e il settore che si occupa dei servizi sociali (che vanno dall'assistenza all'infanzia alla gestione dei servizi per i portatori di handicap- 120 lavoratori). Promesse e aspettative di futuri provvedimenti dai tempi e dai contorni ancora incerti sono quel che i lavoratori ricevono come risposta da qualche mese. Cresce invece la preoccupazione fra i dipendenti della Provincia per il futuro che si prospetta.


Questo il testo del documento che verrà consegnato a a chi si recherà a votare.

9 AGOSTO 2015 QUALE FUTURO PER LA CITTA’  METROPOLITANA DI VENEZIA?

I lavoratori e le lavoratrici della Provincia di Venezia ritengono che la Città Metropolitana possa e debba rappresentare un’opportunità di sviluppo e di crescita per il territorio veneziano e veneto.

Chiediamo uno sforzo immediato ed un impegno concreto da parte di tutte le forze politiche; diversamente l’attendismo della Regione Veneto e i ritardi del Governo rischiano di far fallire ogni progetto, mettendo in crisi gli importanti servizi pubblici attualmente erogati con ripercussioni per tutti i cittadini.

Polizia Provinciale, Caccia e Pesca, Turismo e Cultura, Istruzione professionale, Mercato del Lavoro e Cpi, Assistenza infanzia e portatori di handicap ed altri servizi sociali:

Sono solo alcune delle funzioni svolte dalle Province che potrebbero essere compromesse se non si attiverà sin da subito un percorso politico serio e concreto, che sia in grado di impedire un possibile dissesto finanziario. Dissesto che si prospetta per il nuovo Ente quasi certo nel caso fossero confermate le scelte adottate dal governo con la Legge di Stabilità 2015.

Fino ad ora abbiamo sentito solo promesse e funamboliche ipotesi.

I lavoratori e le lavoratrici della Provincia di Venezia non sono più disponibili ad aspettare ancora e, in assenza di tempestive soluzioni, anche la cittadinanza ne sarà a breve coinvolta. La riforma delle Province sta diventando una farsa per la mancanza di volontà politica, nazionale e regionale, mettendo in discussione non solo alcuni servizi pubblici essenziali, ma anche il lavoro e la professionalità dei dipendenti.

RSU - CGIL - CISL - UIL - DICCAP - ADL COBAS