La vicenda che ha coinvolto Veritas nelle ultime settimane con un grande rilievo sulla stampa ha tra i suoi risultati anche un effetto collaterale sconcertante. La Direzione Aziendale certamente colpita dalla rilevanza delle indagini e dalla loro amplificazione mediatica non ha trovato di meglio che serrare le fila, richiamare ad uno spirito di appartenenza tutta le forza lavoro e….colpire chi commenta in libertà: sospensione immediata dal lavoro!Il dirigente viene messo in ferie e il rappresentante sindacale sospeso!

 

L’ utilizzo in maniera maldestra di un “innocuo commento” in un social viene fatto passare per danno all’immagine dell’azienda. Che questo commento sia talmente general-generico, che sia fatto da un rappresentante sindacale eletto dai lavoratori a cui spetta una autonomia di giudizio, che si utilizzi interventi strumentali e delatori sui social ( a meno che l’azienda non abbia un ufficio che ispezioni la partecipazione dei propri dipendenti sui social) non ha nessuna importanza: bisogna colpire e dare il segno che non si fa sconti a nessuno, soprattutto a chi contesta, difronte a scandali di questo tipo, che vengano tagliati i salari dei lavoratori.

Capiamo il momento particolare e senza dubbio ci possono essere reazioni emotive ed esagerate anche da parte di una autorevole Direttore Generale. Ma autorevolezza è riconoscere anche quando si esagera e si fa un passo sproporzionato ai fatti. A meno che, e sarebbe ancora più grave, non si approfitti dell’episodio per dare messaggi intimidatori nei confronti dei lavoratori e, anziché aprire una seria discussione sugli strumenti per la legalità e la trasparenza, si preferisca la repressione della discussione.

Per noi è inaccettabile questo comportamento e lo denunciamo pubblicamente! Quando saremo capaci di dare un segnale che pagano anche i potenti, i forti, i protetti e non solo i lavoratori?

Ciò detto ci auguriamo che tutto quello oggetto di indagine si chiarisca per il meglio e che tutta la dirigenza di Veritas, chi oggi è sotto indagine e chi doveva vigilare, venga prosciolto ma chiediamo anche al Sindaco Brugnaro, che rappresenta l’azionista di maggioranza, se dobbiamo prendere questo episodio come un nuovo modello di relazioni sindacali o se pensa di intervenire e far valere la sua voce per evitare che la situazione sfugga di mano.

Basterebbe con molta umiltà ritirare provvedimenti che sono assolutamente e profondamente ingiusti