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SCUOLA, SCIOPERO LUNEDÌ 8 GIUGNO. PRESIDIO UNITARIO VENETO DEI SINDACATI DELLA SCUOLA (FLC-CGIL, CISL- SCUOLA, UIL-SCUOLA, SNALS, GILDA) IN PIAZZA FERRETTO A MESTRE DALLE 10 DAVANTI ALL'EXCERSIOR. 

Sciopero di tutto il personale della scuola per l'intera giornata di lunedì 8 giugno
Forti sono le preoccupazioni per la ripresa delle lezioni in presenza a fronte della mancanza di impegni che soddisfino il rispetto delle condizioni di sicurezza.
Questi riguardano in primo luogo il potenziamento dell'organico, sia docente che ATA, a fronte delle misure disposte dal Comitato Tecnico Scientifico che prevede un’articolazione del lavoro su gruppi ridotti di alunni.
Le organizzazioni sindacali evidenziano anche l’insufficienza delle risorse destinate al sistema d’istruzione alla luce delle precauzioni da adottare (edilizia scolastica e messa in sicurezza degli edifici, dispositivi di protezione igienico sanitaria per alunni e personale).


"SE DAVVERO SI VUOL TORNARE IN SICUREZZA ALLE ATTIVITÀ IN PRESENZA, NON BASTANO PICCOLI AGGIUSTAMENTI, SERVONO INVESTIMENTI STRAORDINARI", sostiene il sindacato.
Inoltre vengono sollevate alcune questioni, tra cui la stabilizzazione, fin da settembre, di molti precari ed il rinnovo del contratto di lavoro.


QUESTO IL COMUNICATO DELLE SIGLE SINDACALI

Le OO.SS., esperito il tentativo di Conciliazione in data 29 maggio 2020 e verificato l'esito negativo, proclamano lo SCIOPERO dell'INTERA GIORNATA per lunedì 8 GIUGNO 2020 della Sezione Scuola e dell’Area della Dirigenza del Comparto Istruzione e Ricerca per rivendicare:
• un piano straordinario di investimenti al fine di rendere possibile la ripresa in condizioni di sicurezza delle attività scolastiche in presenza e pertanto richiedono il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio al fine di individuare nuovi investimenti in materia di personale e sostegno dell’offerta formativa, da inserire a partire dal decreto “Rilancio”;
• adeguate risorse economiche, per consentire un necessario potenziamento degli organici, per personale docente e Ata,
CONDIZIONI INDISPENSABILI PER:
• riduzione del numero di alunni per classe
• rispetto rigoroso del tetto massimo di 20 alunni per classe in presenza di alunni con disabilità
• piena funzionalità alle segreterie scolastiche, garantendo sorveglianza e rigorosa applicazione delle misure di sicurezza e anti-contagio in tutti i plessi e in ogni singolo piano degli edifici
• consolidamento, a regime, della figura dell’assistente tecnico in tutte le scuole del primo ciclo
• revisione dei parametri per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche,
• Assunzione a tempo indeterminato dal 01.09.2020 attingendo da graduatoria per soli titoli del personale con almeno tre anni di servizio
• il Rinnovo delle graduatorie provinciali con procedura on line entro agosto 2020
• l’emanazione del Bando di un concorso riservato per Dsga
Analoghe rivendicazioni vengono rappresentate per quanto concerne la responsabilità della dirigenza scolastica e le problematiche retributive.
Per l’Area della Dirigenza non sono più procrastinabili:
• gli interventi relativi alla responsabilità in materia di sicurezza;
• l’attivazione delle procedure relative alla rilevazione dello stress lavoro correlato dei dirigenti scolastici;
Per garantire un funzionamento delle scuole sono inoltre indispensabili specifici investimenti per:
• un piano di formazione di tutto il personale;
• il potenziamento degli strumenti informatici
• assicurare un rinnovo contrattuale che sappia riconoscere le diverse professionalità operanti nel sistema scuola con risorse aggiuntive
• provvedere a incrementare le risorse per il miglioramento dell’offerta formativa
• intervenire in tema di edilizia scolastica se non altro per consentire di lavorare e studiare in edifici sicuri.
Infine, rappresentano la forte contrarietà per la conclusione della vertenza relativa al precariato dei docenti con 36 mesi di servizio ribadendo, ancora una volta, la necessità di interventi per assicurare alle scuole tutti i docenti necessari.
È forte il timore per la riapertura delle scuole, mancando ad oggi un progetto chiaro e ben definito sulle modalità con cui tornare all’attività didattica in presenza.
Il personale della scuola ha dato in questi mesi una grande prova di responsabilità, senso civico, passione per il proprio lavoro: non possono essere queste le uniche risorse su cui far conto, è il momento che faccia fino in fondo la sua parte chi ha la responsabilità di governare il Paese.