Il Senato Accademico dello scorso 20 gennaio ha approvato la nuova laurea triennale in Digital Management da realizzare in convenzione con H-FARM sezione Italia che è una S.p.a. con richiesta di essere quotata in Borsa, che ha sede nella Tenuta di Ca’ Tron, a Roncade a cavallo tra la Provincia di Venezia e quella di Treviso.

La carica di “Head of Education” della società è ricoperta dall’ex Rettore dell' Ateneo, Carlo Carraro. H-FARM nasce con l’obiettivo di supportare imprese digitali italiane e internazionali nonché di aiutare a traghettare verso la digitalizzazione le aziende tradizionali. Il suo interesse è comunque fortemente orientato verso il campo dell’istruzione su tutti i livelli e anche verso l’istruzione universitaria.
La convenzione che è stata approvata prevede che H-Farm copra parte dei costi della docenza. In cambio Ca’ Foscari verserà nelle casse dell’azienda i contributi e le tasse degli studenti iscritti, previste in 7.500,00 euro, al lordo della quota che l’Ateneo si tratterrà, pari a quanto viene versato dalla generalità degli altri studenti.
L’ammontare, praticamente triplo rispetto agli altri studenti universitari, sarebbe giustificato dai maggiori costi sostenuti per l’organizzazione del corso e per la somministrazione degli insegnamenti. Inoltre, ai futuri laureati, sarebbe garantita una occupazione più fortunata in termini di tempi di assunzione e di remunerazione.
FLC CGIL per il momento si esime dal fare commenti sull’effettivo vantaggio per l’Ateneo di questo accordo con H-FARM, in quanto ha ricavato informazioni dal resoconto dei rappresentanti in Senato ma non ha ancora potuto acquisire il materiale relativo alla nuova laurea e alla convenzione con l’azienda.
Solo questo principio intende ribadire perché parte profonda della cultura egualitaria, di solidarietà e di pari opportunità della CGIL: una logica privatistica in cui chi paga di più accede a una istruzione migliore, con accessi privilegiati al lavoro, con servizi migliori, non sarà mai condivisa e anzi sarà sempre avversata da questo sindacato.
Mai potrà essere accettata la logica secondo cui in un Ateneo pubblico ci possono essere lauree costose con servizi efficienti e futuri lavorativi radiosi e altre con servizi scadenti e disoccupazione dietro l’angolo.
Un corso di laurea con tasse da 7.500,00 euro discrimina tutte le famiglie con redditi medi che, anche in presenza di agevolazioni, non potranno mai permettersi costi tanto onerosi tanto più che risultano al netto di eventuali altre spese (libri, eventuale residenzialità, ecc.).
Il Rettore, nel corso del dibattito in Senato, ha fatto notare che esistono a Ca’ Foscari altri corsi che applicano tassazioni anche superiori. Questo fatto, se vero, rappresenta una vistosa aggravante e non attenua minimamente le conseguenze di un filosofia che vuole condurre le università verso un modello elitario e privatistico in cui chi ha la possibilità di pagare di più ottiene di più.
FLC CGIL vuole rammentare, come monito, che la funzione dell’Università in Italia è quella di assumere il dettato costituzionale sul diritto allo studio di erogare l’istruzione a tutti gli studenti meritevoli, senza differenze, anche se privi di mezzi.
Scelte disarmoniche con il dettato costituzionale non ci troveranno mai d’accordo.