SCIOPERO DEI DIPENDENTI UNICREDIT DI VENEZIA LA PROSSIMA SETTIMANA

I dipendenti di Unicredit dell’Area Commerciale di Venezia hanno deciso che è il momento di dire basta all’azienda e per questo incroceranno le braccia e si asterranno dal lavoro nelle prime due ore di turno dei giorni 19 -20 e 22 Novembre. Attueranno inoltre, per la prima volta, un’ ora e mezza di sciopero virtuale e solidale, Presenziando al lavoro e devolvendo il controvalore economico dell' iniziativa in favore della Popolazione del Veneto colpita dalla grave ondata di maltempo, nel conto corrente appositamente aperto dalla Regione in UniCredit Banca.

Le sopra esposte modalità di astensione dal lavoro sono state decise dai lavoratori che manifestano la precisa volontà di evitare forti disagi alla numerosa clientela, spesso vittima essa stessa delle carenti politiche manageriali della banca.
I dipendenti di Unicredit vogliono dare un segnale preciso che l’attuale situazione vissuta in azienda non è più sopportabile. Il clima nei luoghi di lavoro è fortemente deteriorato vista la profonda incoerenza tra mezzi e processi produttivi con gli obiettivi richiesti. Le cause sono molteplici: 
una profonda disorganizzazione causata da continue revisione dei modelli organizzativi mai accompagnati da adeguata formazione/informazione con cambi di ruoli e policy aziendali che determinano rischi operativi per i colleghi e le colleghe;

una forte spinta alla digitalizzazione senza un tempestivo adeguamento delle strumentazioni tecnologiche che dovrebbero supportarla: d’altro canto la costante riduzione del personale (giustificata, a detta dell’azienda, proprio dalla digitalizzazione) viene perseguita con
tempistiche anticipate rispetto ai “vantaggi” che le moderne tecnologie dovrebbero apportare per un miglior servizio alla clientela;

ripetuti Piani Industriali concentrati prioritariamente sul versante dei costi, che determinano da un lato esodi massicci senza adeguato turnover e ricambio generazionale, dall’altro un costante impoverimento delle strutture di rete commerciale che vengono private di professionalità importanti;

fortissime pressioni commerciali a tutti i livelli che incidono sullo stress da lavoro correlato in maniera determinante. Pressioni dovute a scelte di politiche di vendita sempre più aggressive, di breve periodo e perseguite dal management con modalità lesive della professionalità e del rispetto di colleghi e colleghe; 
formazione carente, per non dire quasi assente, sia per chi assume nuovi ruoli, sia per in caso di riqualificazione del personale, che per il necessario aggiornamento professionale legato a modifiche normative e di legge.
Chiediamo allora che Unicredit dimostri con fatti concreti attenzione ai propri dipendenti attraverso non solo il rispetto degli accordi, a partire proprio da quello relativo “alle politiche di vendita e al benessere nei luoghi di lavoro” ma garantendo formazione professionale adeguata, organici sufficienti per una corretta gestione delle strutture territoriali, ricambio generazionale, rispetto delle persone che non possono essere valutate solo sulla base del numero di prodotti finanziari e assicurativi venduti.

FABI FIRST-CISL FISAC-CGIL UNISIN
UNICREDIT AREA VENEZIA