FINCANTIERI- Cgil e Fiom di Venezia da decenni denunciano le illegalità nei cantieri. Ora non è più rinviabile un confronto con il Governo e con l'azionista di maggioranza statale, la Cassa Depositi e Prestiti, che detiene il 70% del pacchetto azionario. Nella pagina la nota della Camera del Lavoro e della Fiom di Venezia

"Quanto sta emergendo in questi giorni, dalle indagini della magistratura veneziana sulla Fincantieri di Marghera e sugli appalti, ci consegna un quadro di sfruttamento e di sopraffazione tipici del caporalato, oltre ad aspetti, non meno inquietanti, di fatture false e corruzione.
Spetta alla stessa magistratura fare le verifiche necessarie e ad accertare le eventuali responsabilità penali, ma già da adesso possiamo dire che quanto sta venendo alla luce non ci stupisce affatto.
Da anni la Fiom e la Cgil di Venezia sono impegnate a denunciare, in tutte le sedi, la grave e pesante condizione dei lavoratori degli appalti, ovvero, una situazione totalmente fuori controllo e di illegalità diffusa.
Il modello organizzativo messo in atto dalla Fincantieri, che tante fortune sta facendo in termini di acquisizione commesse e prestigio internazionale, secondo quanto emerso dalle indagini della magistratura, si fonda anche sullo sfruttamento dei lavoratori e sui ricatti occupazionali.
Da tempo stiamo denunciando che tantissimi lavoratori degli appalti, invisibili, sono senza diritti e garanzie minime, costretti a lavorare anche 14 ore al giorno in condizioni da quarto mondo, costretti perfino, per mancanza di servizi minimi che invece a tutti dovrebbero essere garantiti, a mangiare seduti sulle rotaie esterne al cantiere in condizione di assoluto degrado e a sopportare le durissime condizioni a cui sono sottoposti, per paghe, come dimostrato dalla magistratura, da fame e miseria.
Sono soprattutto lavoratori immigrati, bengalesi e albanesi, costretti loro malgrado al silenzio e alla rassegnazione pena la perdita del posto di lavoro e di conseguenza del permesso di soggiorno. L’accertamento delle responsabilità sui gravi fatti venuti alla luce sta in capo alla magistratura, ma se vogliamo evitare che questi gravissimi fatti abbiano a ripetersi bisogna voltare pagina, bisogna ricostruire una filiera del lavoro che metta al centro i diritti, la tutela occupazionale e la certezza salariale per tutti i lavoratori, diretti e degli appalti.
Perciò non è più rinviabile l’apertura di un confronto sul modello organizzativo che coinvolga l’azionista di maggioranza, Cassa Depositi e Prestiti, e il Governo sul tema delle prospettive industriali del gruppo, sulla condizione dei lavoratori e per individuare efficaci strumenti di contrasto alla illegalità sia a Marghera che negli altri stabilimenti del gruppo.
Un’azienda a capitale pubblico come la Fincantieri non può avere un futuro senza un sistema organizzativo e produttivo che non sia rispettoso dei diritti dei lavoratori che sono ancora la componente fondamentale per qualsivoglia attività produttiva".