Il 17 novembre  si sono fermati in sciopero i lavoratori delle ditte in appalto presso la Raffineria di Marghera. Oltre un centinaio di lavoratori hanno così ribadito la necessità di superare la controriforma Fornero e di cambiare la manovra economica del Governo.

La posizione del Governo in tema previdenziale è ad oggi, ampiamente insoddisfacente perché non mette in discussione la legge Fornero che di fatto anzi ribadisce, non dà risposte ai lavoratori precoci, non apre a trattamenti dignitosi per i lavoratori con percorsi lavorativi discontinui.

La manovra economica è in piena continuità con le misure che in questi anni hanno aumentato le disuguaglianze a partire dal Jobs Act e allo smantellamento del sistema degli ammortizzatori sociali che vengono confermati. Manca una politica industriale fondata sull' innovazione e sugli investimenti mentre invece rimangono i soliti sconti alle imprese (decontribuzioni ed incentivi) che non hanno generato alcun aumento vero dell' occupazione.

Per sventare nuove strette sulle pensioni e modificare radicalmente la Fornero, occorre organizzare la mobilitazione di tutti i lavoratori fino ad arrivare anche allo sciopero generale.

Con i lavoratori degli appalti abbiamo discusso del progetto di portare le grandi navi a Porto Marghera, risulta chiaro a tutti che quell' indirizzo se realizzato, può  comportare la perdita del posto di lavoro di centinaia e centinaia di lavoratori. Infatti il transito e l' approdo delle grandi navi da turismo a ridosso dei serbatoi della Raffineria, la relativa logistica necessaria per la ricezione dei turisti e il loro spostamento, pone questioni di sicurezza e ambientali che non possono essere compatibili con il lavoro della bioraffineria. Oltreché  essere in netto contrasto con la ripresa degli investimenti produttivi in quell' area.