FINCANTIERI MARGHERA- Cantiere fermo e adesione al 100% allo sciopero di 3 ore unitario dei sindacati dei metallurgici. "Partecipazione molto sentita - ha commentato Antonio Silvestri (segretario generale della Fiom Cgil di Venezia). Leggiamo sui giornali che l'utile dell'azienda si aggira sui 37.5 milioni mentre in fabbrica si parla di arrivare alla fine del mese".

"Nell'ultima busta paga - continua Silvestri - sono stati sottratti in media 100 euro, una situazione insostenibile per molti lavoratori". " Penso che sia il momento che il Governo si assuma le proprie responsabilità visto che è l'azionista di maggioranza di questa azienda. Chiediamo di intervenire su questa deriva alla quale stiamo assistendo, valutando gli strumenti per chiudere positivamente la vertenza che i vertici di Fincantieri stanno portando avanti con incredibile arroganza. In più chiediamo che finalmente si metta mano sulla diffusa illegalità che regna nella cascata dei subappalti. La Fiom lo sta denunciando da tempo"

Dello stesso tenore l'intervento di Bruno Papignani, coordinatore nazionale Fiom per Fincantieri.
"Anche nei momenti di dissenso forte, non mi sono mai imbattuto in un gruppo dirigente come quello di Fincantieri, che invece di ricercare soluzioni, chiude tutte le porte e sceglie con chi deve parlare, riproponendo la solita litanìa che per salvare l'immagine diffusa di un gruppo dirigente non proprio trasparente, ha bisogno di portare a casa princìpi".

"Per quanto ci riguarda, vogliamo un accordo che sia utile a tutto il gruppo e ai lavoratori. Su queste basi, ribadiamo la nostra più ampia disponibilità a negoziare le nostre richieste. Anche le azioni di lotta di oggi, che hanno coinvolto i cantieri della Liguria, di Castellammare di Stabia e Marghera, vanno nella direzione di tentare di sbloccare un negoziato impostato in modo sbagliato da Fincantieri", aggiunge il dirigente sindacale.

"Purtroppo, l'atteggiamento di questi giorni e di queste ultime ore di Fincantieri è, invece, orientato a destabilizzare la situazione: da una parte, creando paura fra i lavoratori, utilizzando trasferte e trasferimenti come olio di ricino, dall'altra, assumendo la filosofia assunta anche dal nostro governo, azionista di maggioranza, di dividere per imperare, proponendo accordi per singole realtà. La riuscita degli scioperi di oggi e quelli dei giorni scorsi non lasceranno spazio a questo modo pasticciato e sotterraneo di agire, anche se è la prassi utilizzata da Fincantieri", conclude l'esponente della Fiom.La trattativa riprende l'11 maggio. Nei cantieri si continua a scioperare, alle 12 ore di astensione dal lavoro proclamate a livello nazionale se ne sono aggiunte già altre 6.
Dopo la sospensione del confronto tra azienda e sindacati sul rinnovo del contratto aziendale, la ripresa delle trattative è prevista per l'11 maggio. Nel frattempo sulle buste paga dei lavoratori si ripercuote il rifiuto di Fincantieri di prorogare l'integrativo scaduto: una settantina di euro in meno oltre alla scomparsa della prima tranche del premio di programma. Intanto nei cantieri si continua a scioperare e alle 12 ore di astensione dal lavoro proclamate a livello nazionale se ne sono aggiunte già altre 6. Nei giorni scorsi si sono fermati gli stabilimenti di Palermo (dove è in corso anche un presidio legato all'incertezza sul futuro dei bacini), Ancona, Monfalcone, Riva Trigoso, Sestri e all'Isotta Fraschini di Bari. Domani, 29 aprile, scioperano Castellamare di Stabia, Marghera e nuovamente i cantieri della Liguria.

“Tutti gli scioperi – sottolinea Bruno Papignani, coordinatore per la cantieristica per la Fiom-Cgil – sono unitari e riscontrano una grande partecipazione dei lavoratori che oltre al mancato rinnovo del contratto si trovano a fare i conti con la disdetta dell'integrativo precedente, una decisione di dubbia legittimità che suona come un ricatto in funzione delle trattative in corso”. Papignani, oltre a fare il punto sulla vertenza ha così commentato le dichiarazioni rilasciate dall'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, in occasione dell'assemblea degli azionisti del gruppo: “Vedo che l'Ad dichiara di avere un ottimo rapporto con i vertici della Cgil e di parlare spesso con la segretaria Susanna Camusso. Non metto in dubbio la cosa, ma dubito che la segretaria della Cgil sia d'accordo con la conduzione del confronto da parte di un'azienda che mentre accusa i sindacati di avere atteggiamenti da anni '70 manda a trattare dirigenti che si comportano come negli anni '50".

"Da parte della Fiom non c'è mai stata alcuna preclusione a un accordo, come testimoniano la piattaforma e i nostri comportamenti al tavolo negoziale, ma di fronte ci siamo trovati una controparte che ha sempre e solo ripetuto un unico ritornello: i lavoratori devono lavorare di più e guadagnare di meno. Da parte nostra abbiamo proposto soluzioni tutte tese ad affrontare la competizione mondiale cui fa sempre riferimento l'Amministratore delegato garantendo i diritti e le condizioni dei lavoratori, a migliorare la produttività in un quadro di legalità. In particolare sul sistema degli appalti abbiamo proposto soluzioni che per via contrattuale affrontino e risolvano le tanti violazioni di legge che oggi caratterizzano la vita dei cantieri navali. E sul fronte occupazionale – che in questi anni ha visto un saldo negativo di 1.500 unità – abbiamo chiesto d'affrontare quest'emergenza riportando le lavorazioni in Fincantieri per garantire il futuro industriale del gruppo, mentre Bono nelle sue dichiarazioni di oggi parla di nuove esternalizzazioni riferendosi alle lavorazioni sullo scafo, cosa che comporterebbe la fine di Fincantieri come realtà industriale”.