Nella pagina  la nota di FIM FIOM e UILM che sono a fianco dei lavoratori con iniziative legali e di protesta. NESSUNA RISPOSTA SULLA SITUAZIONE DEI LAVORATORI

Seguiamo con apprensione la vertenza dei Lavoratori e delle Lavoratrici della Thetis, ai quali vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà.

Solidarietà  ed apprensione dai metalmeccanici di FIM, FIOM e UILM di Venezia nei confronti dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali che li rappresentano, per la difficile situazione che stanno vivendo. Abbiamo dovuto sperimentare grandi difficoltà  nel trattare con i soggetti che hanno avviato le procedure di licenziamento nei loro confronti.

FINCOSIT, MANTOVANI e CONDOTTE sono infatti gli attori principali della vicenda CAV scarl (essendo proprietarie della stessa Consorzio Arsenale di Venezia), conclusasi un anno fa e le cui conseguenze sono sulle spalle - ancora oggi – di 8 lavoratori.

Il 10 maggio del 2016, le RSU della CAV assistite dalle Organizzazioni Sindacali FIM- FIOM-UILM hanno sottoscritto un accordo con la Direzione del Consorzio Arsenale di Venezia (CAV) e Costruzioni Mose Arsenale Scarl (Comar) rappresentate rispettivamente da dirigenti delle tre ditte sopramenzionate e dai Commissari straordinari del Consorzio. Questo accordo chiudeva una stagione di lotta contro la chiusura dell' Arsenale di Venezia, garantendo la continuità  lavorativa della stragrande maggioranza dei lavoratori che venivano assorbiti in Comar, ad eccezione di 8 di questi che rinunciavano all' assunzione in Comar. Perché potevano andare in pensione o perchè accettavano l' incentivo all' esodo.

Sembrava quindi che quella difficilissima vertenza si fosse conclusa con soddisfazione di tutti. Infatti 18 lavoratori hanno effettivamente ripreso il lavoro e gli altri otto lavoratori che avevano accettato la mancata ricollocazione in COMAR, sottoscrivevano tutti una conciliazione con CAV, con cui la stessa azienda si impegnava a retribuire le spettanze di fine rapporto (TFR e ratei vari) e l' incentivo all' esodo per l' accompagnamento alla pensione.

L' epilogo della vicenda si sta trascinando ancora. Infatti dopo aver retribuito una minima parte, la CAV ad oggi non ha saldato le competenze spettanti ai lavoratori. Lasciandoli disoccupati e senza il sostegno economico per l' accesso alla pensione.

Il Sindacato ha ovviamente impugnato legalmente questa vera e propria truffa nei confronti dei lavoratori. Ma a tutt' oggi, né  CAV, né  le tre aziende sue proprietarie (FINCOSIT-MANTOVANI-CONDOTTE) né  tantomeno COMAR - e quindi i Commissari che la controllano- si sono fatti sentire.

Non serviva certo questo caso per dimostrare ancora una volta la scarsa correttezza, trasparenza e rispetto degli impegni presi delle tre aziende. Ci sono pagine e pagine di Tribunali che già lo attestano.

E'  significativo il disprezzo verso i lavoratori e dei loro diritti, come questa vicenda sta confermando.

I Sindacati dei Metalmeccanici continueranno a stare a fianco dei lavoratori di Thetis. anche in questa vertenza. Con le vie legali e con la protesta. Certi che questi soprusi non possano passare sotto silenzio.