Dopo 18 mesi di negoziato e le ultime, ininterrotte, 24 ore di trattative, questa mattina (24 giugno) è stata sottoscritta da Fim, Fiom, Uilm e Fincantieri l'ipotesi di accordo integrativo del più grande gruppo della cantieristica italiana.

Per Bruno Papignani, coordinatore nazionale Fiom della cantieristica, “quella raggiunta stamane nella sede di Confindustria è un'ipotesi di accordo che chiude 18 lunghi e a tratti drammatici mesi di trattativa e che respinge l'attacco di Fincantieri su orario di lavoro e pesanti riduzione dei diritti”.
“Un accordo attraverso il quale si garantisce la saturazione produttiva di tutti i cantieri italiani, si ripristina il premio di risultato, si ottengono dei soldi in welfare aziendale e si interviene sul lavoro in appalto.”
“Dopo 18 mesi di mobilitazione – continua – e di duro scontro con l'azienda, con momenti di forte divisione sindacale, essere riusciti a respingere un attacco che aveva visto cessare l'applicazione degli accordi aziendali e avere ricomposto l'unità di Fim, Fiom, Uilm è utile per gestire una fase delicata. Al punto in cui si era arrivati era necessario trovare un'intesa che non penalizzasse ulteriormente i lavoratori.”
Nei prossimi giorni, in tutti i cantieri, si riuniranno le rappresentanze sindacali unitarie e voteranno l'ipotesi di accordo che, successivamente, sarà messa in votazione fra tutti i lavoratori attraverso il referendum con voto segreto.
Per Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, “quello raggiunto questa mattina è un importante accordo unitario, che dopo 18 mesi di trattativa ripristina la contrattazione collettiva nel gruppo Fincantieri”.
“Ora – continua – la parola passa ai lavoratori, che discuteranno e decideranno della validità dell'accordo attraverso il referendum nei luoghi di lavoro.”
“Si può, ora – conclude Landini – in una fase di crescita e di riorganizzazione del gruppo, rafforzare attraverso la contrattazione l'occupazione e la presenza di tutti i cantieri in Italia, anche perché l'ipotesi di accordo apre la strada ad una possibile sperimentazione di un nuovo sistema di confronto e di partecipazione e prova a estendere tutele e diritti anche a tutti i lavoratori degli appalti.”