Stamane alle 5.30 i lavoratori dell'appalto metalmeccanico Palomar hanno rallentato il traffico delle autocisterne che si dirigevano verso la raffineria Eni di Porto Marghera nella quale eseguono lavori attività di manutenzione.I vertici di  Palomar hanno annunciato nei giorni scorsi la perdita dell'appalto in raffineria a Porto Marghera. Nella pagina il comunicato della segreteria della Fiom Cgil di Venezia

Ci è stato comunicato formalmente dalla direzione della Palomar (azienda del gruppo Mantovani) che gestisce in appalto le attività di manutenzione poli-specialistica (meccanica, ponteggi, coibentazioni e lavaggi idrodinamici) ed elettrica strumentale del polo chimico e della raffinazione dell’ ENI, la perdita di entrambi i contratti.
Questo si traduce concretamente con la messa in discussione di 120 posti di lavoro, sia per la perdita degli appalti in Raffineria, sia per la decisione del gruppo Mantovani di non dare continuità lavorativa alla Palomar presso il Mose. Infatti a luglio dello scorso anno la Mantovani costituiva una New Co ( Sertech ) a cui saranno assegnate le attività del Mose fino ad ora svolte dai lavoratori della Palomar.
Fino ad ora, nonostante l’ interesse del Prefetto e del Commissario Straordinario di Venezia, del destino di questi lavoratori, che hanno garantito il funzionamento e la sicurezza del Petrolchimico, non c’è certezza.
Anzi, l’ azienda ha comunicato, nonostante la proroga di qualche settimana degli appalti che dovevano concludersi il 31 marzo, il ricorso alle ferie forzate e alla cassa integrazione, Nessuna certezza nemmeno del rientro dei lavoratori, nelle aziende che rileveranno l’ appalto.
- può una società controllata dallo Stato, disinteressarsi completamente di lavoratori che prestano la loro opera in quel cantiere da decenni?
- La responsabilità di impresa, stabilita dalla Costituzione, non impegna anche l’ ENI?
Rivendichiamo il diritto al lavoro di tutti, degli addetti della Palomar e di tutti quelli che in questi anni hanno lavorato al Petrolchimico e alla Raffineria. Tale obiettivo va perseguito anche attraverso il subentro dei lavoratori nelle ditte assegnatrici degli appalti.
La logica e il continuo ricorso al massimo ribasso nella attribuzione degli appalti oltre essere terreno fertile per l’ illegalità, comporta drammi occupazionali e attacchi ai diritti e al salario, come ben sanno i lavoratori della SIRAM che prestano il loro lavoro all’ Ospedale Civile di Venezia, degli appalti alla FINCANTIERI e ora anche i lavoratori della PALOMAR e della SAIDA nel sistema degli appalti chimici .
I lavoratori della Palomar, cosi come i lavoratori tutti degli appalti al Petrolchimico non si rassegnano, le aziende coinvolte devono sapere che non accetteremo nessun licenziamento e nessuna riduzione dei diritti.
Per questo ci riserviamo, dopo le iniziative già effettuate nelle scorse settimane, di effettuare ogni iniziativa di lotta che riterremmo necessaria alla difesa della dignità del lavoro

Segreteria FIOM CGIL di VENEZIA